Il 24 ottobre mattina due conferenze stampa simultanee, a Ghedi e a Pordenone , per presentare e argomentare le denunce depositate il giorno precedente presso le procure di Brescia e Pordenone, per la presenza di armi nucleari nelle basi militari di Ghedi ed Aviano.
In provincia diBrescia i manifestati si sono ritrovati davanti alla base militare di Ghedi dove hanno parlato Ugo Giannangeli, Elio Pagani e Beppe Corioni. A Pordenone il ritrovo è stato davanti alla Loggia del Municipio.
La richiesta degli attivisti e delle associazioni presenti , Abbasso la guerra di Venegono, Donne e uomini contro la guerra , Centro sociale 28 maggio, è quella di dichiarare l’illegittimità della presenza di armi nucleari con una denuncia in accordo con i punti del trattato di Parigi del 1947, del trattato di non proliferazione del 1975, della legge 185 del 1990, che introduce norme sul controllo del commercio e del transito di armamenti in Italia.
Nel 2023 una denuncia analoga era stata presentata alla procura di Roma, ma il giudice ritenne di non poter interferire in scelte prettamente politiche, procedendo così all’archiviazione.
Gli attivisti non si danno per vinti, ribadiscono che all’interno della base militare di Ghedi e in quella di Aviano sarebbero stoccati ordigni nucleari e accusano ora i militari spiegando che questi ultimi “hanno posto in essere una condotta illegittima e non potranno trincerarsi dietro una scelta politica ritenuta dal magistrato di Roma non giudicabile”. [Simone Tognacchini, per ecoinformazioni]


