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Rapinese non risponde al terzo settore

«La risposta del Sindaco Rapinese alla lettera delle 46 associazioni tarda ad arrivare per le vie ufficiali ma è già stata esternata sui social, ripresa dagli organi di informazione e oggetto di importanti prese di posizione.

È doveroso quindi esprimere anche le nostre valutazioni, visto che il Sindaco, nel suo post, ha messo in dubbio persino l’onestà di alcuni dei soggetti firmatari.

Il Sindaco rivendica l’approvazione del regolamento per l’amministrazione condivisa. Non ha torto. In effetti, benché il suo programma elettorale non l’avesse previsto, l’ha fatto (anche perché c’è una legge che lo prevede…).  Quel regolamento, però, ha ben poco a che vedere con l’istanza delle 46 Associazioni.

Infatti, L’amministrazione condivisa è un modello di collaborazione tra Comune e Terzo Settore per la gestione dei beni comuni (materiali e immateriali), previsto dall’articolo 55 del D.Lgs, 117/2017, che disciplina la co-progettazione e co-gestione di servizi e spazi, in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà (art. 118), soprattutto nel welfare locale. 

La coprogettazione e la coprogrammazione sono procedimenti amministrativi specifici, riservati Enti di terzo settore (ETS) regolarmente iscritti al registro nazionale, come prevede espressamente il Codice e come spiegavano anche gli esperti dell’ANCI incaricati dall’Amministrazione stessa (Avv. Luciano Gallo e Dr. Ettore Uccellini), che hanno affiancato il lavoro della commissione mista aperta a 12 Enti di terzo settore iscritti al registro nazionale e presieduta dalla Vice Sindaco.

Sono molte le associazioni e i comitati “spontanei” che non sono iscritti al registro, ma non per questo hanno meno diritto ad essere coinvolti nei processi partecipativi. Tant’è che esistevano ed esistono tante forme di “partecipazione effettiva”, richiamate dall’articolo 3 comma 2 della Costituzione e recepite negli Statuti comunali: consulte tematiche, referendum, sondaggi, consultazioni, momenti di ascolto, assemblee, e-democracy, etc, rivolte a tutti i cittadini, singoli ed associati.

Per questo motivo, le Associazioni ETS presenti al tavolo tecnico (Acli, Arci, Auser e CSV)  hanno proposto più volte, inascoltate, che, contemporaneamente all’approvazione del regolamento del 2023, si andasse ad aggiornare il regolamento adottato nel 2014/15 dal consiglio Comunale dell’amministrazione Lucini (per intenderci, quello che istituì le assemblee di zona, cadute nel dimenticatoio prima con Landriscina poi con Rapinese).

L’Amministrazione ha scelto di tenere separate le due materie. Peccato che, da allora e nonostante ripetuti inviti, non abbia fatto assolutamente nulla sul fronte partecipazione. O meglio, con una recente modifica statutaria e con singoli provvedimenti come il regolamento per i contributi economici, ha peggiorato la situazione, come ha puntualmente evidenziato il CSV Insubria.

In punto di diritto, il regolamento delle pratiche del 2014 è ancora vigente, ma non viene più utilizzato e neppure viene proposto qualcosa di alternativo.

Pertanto, tutte le associazioni firmatarie, siano esse Enti di terzo settore o meno, sono più che titolate a continuare a chiedere nuove ed efficaci forme di partecipazione dei cittadini, singoli ed associati.

Quanto all’onestà, ricordiamo al Sindaco che la collaborazione operativa degli ETS con le Amministrazioni comunali, di ogni colore, è ispirata per legge all’interesse generale, è quotidiana e prescinde da valutazioni di natura politica. Ciò non impedisce di esprimere opinioni critiche. È questione di democrazia, non di onestà.

Attendiamo quindi, con pazienza, una risposta formale nel merito delle nostre richieste». [Acli – Arci – Auser – Csv]

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