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Pd/ Maggioranza Rapinese contro la partecipazione

Regolamento pratiche partecipative, il Pd cittadino: «Ma quale disponibilità? Troppi paletti e proposte non accolte».

«Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale è stato approvato il Regolamento delle pratiche partecipative che prevede gli strumenti che dovrebbero favorire la partecipazione dei cittadini all’amministrazione della città: istanze, petizioni, proposte, assemblee tematiche, consultazioni, referendum e consiglio comunale dei ragazzi.

Abbiamo ascoltato tante belle parole del Sindaco per magnificare tale documento che a suo dire dimostrerebbe la disponibilità dell’Amministrazione comunale all’ascolto dei cittadini.

A tali affermazioni non corrisponde però la realtà. 

Nel regolamento sono stati infatti introdotti molti paletti che di fatto impediranno di realizzare in concreto quanto a parole è stato affermato.

E’ stato ad esempio aumentato il numero delle firme necessarie per le assemblee tematiche; numero inoltre previsto identico sia per le zone con oltre 18.000 abitanti sia per quelle che non superano i 1.500 abitanti, che di fatto ne impedirà la formazione. Abbiamo proposto di ridurne il numero per quelle più piccole

Abbiamo proposto di introdurre un termine, non previsto dal regolamento, entro il quale il Comune dovrà rispondere alle proposte delle assemblee tematiche; proposta respinta con la conseguenza che l’Amministrazione potrà tranquillante non rispondere.

Abbiamo proposto di introdurre il bilancio partecipativo, strumento già positivamente sperimentato in molti comuni, che prevede lo stanziamento annuo di risorse economiche che vengono investite in progetti condivisi dall’Amministrazione comunale e dai cittadini; proposta respinta.

Abbiamo proposto che la raccolta delle firme per i referendum comunali possa avvenire, non solo su moduli cartacei, ma anche telematicamente, come avviene da tempo per i referendum nazionali; anche questa proposta è stata respinta proprio da chi si vanta di aver digitalizzato l’amministrazione comunale investendo in questi anni ingenti risorse.

Tutto ciò però non ci meraviglia. Ormai da anni abbiamo infatti imparato a conoscere un Sindaco chiuso nel palazzo la cui amministrazione è caratterizzata da totale chiusura, da conflittualità crescente, da numerosi ricorsi al Ta, privo di qualsiasi alcuna volontà di aprire un vero dialogo con la città. E il mancato dialogo, sul tema del nuovo regolamento, è stato evidenziato di recente anche in una lettera firmata da numerose associazioni del territorio. Chiederemo di incontrarle per presentare loro le nostre proposte che, se troveranno interessanti, inseriremo nella nostra proposta di regolamento post elezioni del 2027. Perché anche qui sarà necessario correggere i tantissimi errori fatti da questa Amministrazione». [Pd Como]

Il PD di Como

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