«La creazione di queste aree umide, inoltre, non deve assolutamente far pensare a un incremento delle zanzare durante la stagione estiva – precisano dal Parco –. Per assurdo, infatti, ci sono meno zanzare vicino a uno stagno che nelle aree urbane, in quanto l’area umida rappresenta un ecosistema acquatico ben strutturato, caratterizzato da molti animali presenti nella catena alimentare che si nutrono proprio di zanzare e di larve. Tra questi le libellule, le rane e gli anfibi in genere».
«Proprio per preservare la sicurezza dei piccoli animali, quali anfibi, rettili, ricci e piccoli mammiferi in genere – aggiungono in un comunicato stampa –, il Parco ha inoltre predisposto, lungo i margini della SP32 nei comuni di Lomazzo e Bregnano, apposite barriere artificiali, atte a salvaguardare la vita di una piccola fauna essenziale per il mantenimento dell’equilibrio ecologico dell’intera area».
