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Impugnata per incostituzionalità la nuova Legge regionale lombarda sull’acqua

La legge approvata, contro la grande mobilitazione dei Comitati acqua della Lombardia e l’ostruzionismo di tutte le minoranze in Consiglio regionale, è stata impugnata per il ruolo che assegna alle società patrimoniali

Infatti la legge risente di «profili di illegittimità costituzionale poiché stabilisce che gli enti locali, per la gestione del servizio idrico integrato, possono costituire una società patrimoniale di ambito, conferendo la proprietà delle reti, degli impianti, delle altre dotazioni patrimoniali del servizio idrico integrato, e, in caso di partecipazione indiretta, del relativo ramo d’azienda. Tale previsione contrasta con le norme statali di riferimento, contenute nel Codice dell’Ambiente e nell’articolo 23 bis del d.l. 122/2008, che affermano la proprietà pubblica delle reti e delle infrastrutture idriche. Inoltre illegittima è la norma secondo la quale i nuovi enti responsabili dell’ATO possano assegnare alla società patrimoniale costituita il compito di espletare le gare per l’affidamento del servizio, le attività di progettazione preliminare delle opere infrastrutturali relative al servizio idrico e le attività di collaudo delle stesse».

«Ora che la nuova legge lombarda sulla privatizzazione dell’acqua, approvata in tutta fretta nell’ultima seduta di Consiglio del 2010, ha subito ieri sera lo stop da parte dello stesso Governo, chiediamo che la sua attuazione venga immediatamente sospesa – ha dichiarato la consigliera di Sel Chiara Cremonesi – Il tutto nonostante un referendum che si terrà a giugno e che auspichiamo rimetterà comunque in discussione l’intera partita.

Ma a questo punto il fatto che addirittura il Consiglio dei Ministri ravvisi nella legge “diversi profili di illegittimità costituzionale” non lascia a Formigoni e alla sua Giunta alternative a uno stop».

«La legge regionale sul servizio idrico rimane in vigore e non ci sarà nessuna sospensione – questa la risposta dell’assessore regionale all’Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi – Non c’è mai stata nessuna ipotesi di privatizzazione».

«Il ricorso del Governo è infondato – ha sottolineato Raimondi – e si riferisce solo alla costituzione delle patrimoniali. Eppure queste sono previste dalla legge 26 del 2003 e ne esistono già altre, mai impugnate dal Governo. Non sono cioè l’elemento di novità di questa legge. Siamo perciò assolutamente tranquilli di vincere il ricorso in Corte Costituzionale».

«La bocciatura da parte del governo di parti sostanziali della legge regionale lombarda sull’acqua è una buona notizia perché mette in luce i pesanti limiti di quel testo – spiegano il capogruppo del Pd in Regione Luca  Gaffuri e il vicesegretario lombardo Alessandro Alfieri, parlando d’incongruenze – in particolare il fatto che la società patrimoniale, prevista dalla normativa lombarda, si appropria come soggetto privato delle reti idriche, espropriando i comuni che vengono di fatto anche esclusi dalle scelte più importanti che riguardano la gestione dell’acqua. La Giunta regionale avrebbe fatto bene ad ascoltare le nostre proposte, perché avrebbe evitato i profili di incostituzionalità che oggi il Governo contesta».

«Chiediamo che nel frattempo i Comuni e le Province non applichino la legge regionale – ha dichiarato Roberto Fumagalli, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua –, ovvero non si devono né costituire gli Uffici d’Ambito e né avviare le gare, così come in Provincia di Mantova si deve sospendere la gara già avviata per la messa sul mercato del 40% della società pubblica Tea acque».

 

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