Sembra quindi che tutto è bene quel che finisce bene per il non profit? In realtà la situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno.
Il cinque per mille per il 2011 sarà caratterizzato da un tetto dei fondi fissato a 400 milioni di euro, con l’ulteriore vincolo per cui fino a 100 di questi milioni saranno devoluti all’assistenza e ricerca per i malati di SLA. Il reintegro è effettivo solo in parte perché realizzato assorbendo un fondo statale già esistente nella legge di stabilità per il 2011 approvata il 13 dicembre 2010, che oggi è cancellato.
Ma il vero problema è che il tetto e il vincolo dei fondi per la SLA snaturano lo strumento del cinque per mille, che così rischia sempre di più di assomigliare ad un fondo statale e quindi di essere sempre meno un modo strutturale con cui i cittadini ogni anno danno una piccola parte delle proprie tasse ad un soggetto privato che opera per l’interesse generale, scelto da loro stessi e riconosciuto dallo Stato perché attua i principi di sussidiarietà e solidarietà.
Un’ impressione condivisa anche dagli stessi parlamentari: negli ordini del giorno della seduta del 25 febbraio alcuni di loro hanno chiesto un impegno del Governo a chiarire modalità e criteri di ripartizione dei fondi destinati alla SLA e le modalità di impiego al fine di non cancellare la disponibilità dei 400 milioni per il cinque per mille e non limitare la scelta dei cittadini. Tra gli altri punti degli ordini del giorno anche la stabilizzazione legislativa del 5 per mille.
Un buon auspicio per il terzo settore che si spera diventi presto realtà.
“Il cinque per mille deve diventare legge al più presto – commenta Marco Granelli, presidente di CSVnet – per realizzare il principio costituzionale di un riconoscimento e sostegno da parte dello Stato al non profit, come soggetto determinante per una società più partecipata, democratica, coesa e solidale, come ha ricordato il Presidente della Repubblica lo scorso 5 dicembre”.
Il Milleproroghe permette inoltre di reintegrare nel 2011 le agevolazioni alle tariffe postali per il non profit, tolte dal Governo il 1 aprile 2010.
Infatti il voto del Senato consente di prorogare al 2011 il Decreto del 23 dicembre 2010 con cui il Governo riattivava le agevolazioni. Peccato però che i fondi stanziati sono passati dai 273.84 milioni di euro del 2008 ai soli 30 milioni di quest’anno. Le risorse per le agevolazioni basteranno per pochi mesi; così il non profit, dopo aver trascorso quasi un anno senza agevolazioni, tornerà tra due o tre mesi al massimo a non avere sconti e a pagare di nuovo la tariffa piena per l’invio delle comunicazioni via posta.
“Tutto questo – continua Granelli – accade grazie a provvedimenti triturati nella logica dei voti di fiducia, dei maxiemendamenti, della contrapposizione politica tra maggioranza e opposizione, del predominio delle singole lobbies di piccoli poteri che impediscono scelte politiche strategiche e lungimiranti di responsabilità e di sviluppo. Il non profit è abituato a portare avanti le proprie attività con le proprie forze, ma non possiamo esimerci, nell’Anno dedicato al Volontariato, dal chiedere a Parlamento, Governo e mondo della politica di dialogare con il non-profit in maniera stabile e paritetica, e di assumere interventi concreti e strutturati come la stabilizzazione del cinque per mille, le agevolazioni fiscali per chi dona risorse al non profit, una maggiore semplificazione normativa che limiti la burocrazia e lo stanziamento di ulteriori risorse da spendere sulle agevolazioni postali per tutto il 2011 – conclude il presidente di CSVnet.
