Economia

Dongo al capolinea: licenziamento collettivo alla ex Falck

Come ormai appariva inevitabile, si è chiusa oggi la storia dell’area industriale di Dongo, con le lettere di licenziamento recapitate agli ultimi dipendenti, circa un centinaio, senza stipendio da 4 mesi e senza alcuna prospettiva di ammortizzatori sociali.
Come abbiamo raccontato pochi giorni fa, grazie a una esaustiva intervista con Claudio Poncia, storico dipendente dell’azienda, l’epilogo era ormai scritto: nella totale assenza di progettualità industriale (la proprietaria Dongo Casting s.r.l. facente capo a una multinazionale cinese aveva di fatto sospeso il management dell’azienda) e di fronte a 18 mesi di blocco produttivo, i lavoratori e le lavoratrici superstiti attendevano una simile decisione, così che la chiusura del rapporto di lavoro potesse passare in capo all’Inps.

«È un triste epilogo» ci ha detto Salvatore Medici, che per la Fiom ha seguito le ultime fasi delle vicende degli stabilimenti di Dongo, sottolineando che la principale preoccupazione del sindacato è stata, di fronte a una situazione ormai insostenibile, quella di tutelare il reddito dei lavoratori coinvolti.
Resta, fortissima, la delusione per una fine che non si è riusciti a scongiurare, e resta la preoccupazione per il futuro di un’area che non ha ancora “deciso” le linee fondamentali del suo sviluppo. [Fabio Cani, ecoinformazion]

Territorio/ L’area industriale di Dongo al capolinea?

Nella realtà dell’alto Lario, l’area industriale di Dongo è – da secoli – un centro economico di primaria importanza, che in queste settimane sembra essere ormai giunta definitivamente al capolinea. Anche se la Falck a Dongo non esiste più dal 1990, continua a proiettare la sua luce (e le sue ombre) su quel comparto produttivo nel frattempo passato al gruppo Casti (tramite il marchio Isotta Fraschini, di prorietà Castiglioni) – dal 1990 fino al fallimento del 2008-9 – e poi alla società cinese Elecpro International investment holding.

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5 settembre/ A Cernobbio contro i Re e le loro guerre/ Programma

Si terrà sabato 5 settembre 2026 a Cernobbio (Sala di Via delle Cinque Giornate 5) il XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo. Il titolo dell’edizione di quest’anno è Un’economia di pace. Contro la guerra, un nuovo modello di sviluppo.

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Un enorme potenziale climatico compromesso dallo sfruttamento di petrolio e gas

La Repubblica Democratica del Congo, paese dotato di un potenziale unico per affrontare la crisi climatica globale, è paradossalmente impegnata in una politica di aste pubbliche per lo sfruttamento del proprio petrolio e gas, dal momento che questi progetti sono, per le autorità, opportunità economiche. Kamate Kasereka François racconta come la campagna condotta dalla società civile abbia messo in luce sia i danni ambientali, sia i costi sociali dell’estrazione petrolifera in questi fragili ecosistemi, mettendo talvolta in discussione la fattibilità di questi progetti.

https://lens.civicus.org/interview/des-zones-essentielles-au-climat-mondial-sont-menacees-par-des-projets-economiques/

Convergenza di temi e prospettive

Convergenza, parola chiave della rivoluzione senza perdere la tenerezza, non vuol dire certo solo sinergia tra soggetti diversi per uno scopo comune e neppure deve essere sviluppata solo come forma di relazioni più positive tra organizzaioni amiche. Far convergere temi, riflessioni, analisi, lotte e sviluppo di rappresentanza è per l’Arci il vero obbiettivo che il 28 marzo avrà piena espressione nella manifestazione No king. L’iniziativa sulle banche armate al Joshua l’1 marzo che ha riunito oltre 40 persone è stata, in continuazione temporale con la presenza in piazza San Fedele contro i genocidio istraeliano dei palestinesi, anche una manifestazione contro l’orrore generato dalla nuova guerra di Trump e di Netanyhaou alla teocrazia sanguinaria iraniana. [Galleria delle foto di Amelie di Matteo, ecoinformazioni]

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Video/ Verso una finanza etica disarmante

Ci sono delle occasioni nelle quali si coglie l’immenso valore di quel poco (o tanto) che le sinistre hanno saputo far nascere e sopravvivere e svilupparsi nella società. Il 2 settembre sera il circolo Arci Terra e libertà di Cantù strapieno di persone (tra loro anche esponenti dei partitti della sinistra, dirigenti di reltà di Terzo settore) per l’incontro di Arci no arm No banche armate. Finanza etica e Terzo settore introdotto dal presidente del circolo Gabriele Cusato ha manifestato prima di tutto questo: l’utopia concreta realizzata di uno “spazio che genera visioni”. La serata, organizata dall’Arci e dal Git Banca Etica di Como, ha preso fin dall’inizio, grazie alle domande di Marco Colonna (coordinatore storico del Git), di Anna Fasano (ex presidente di Banca Etica) e di Abramo Francescato (Arci Como), l’andamento della discussione vera, non dell’enunciazione astratta di anodine relazioni preconfezionate.

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Uil/ Enti locali con sempre meno lavorator3

«Enti locali: si perdono lavoratori in tutto il territorio. Piante organiche sempre più assottigliate. Dario Esposito Uil Lario: “Davanti ai numeri la legge di bilancio nazionale pone un limite al turn over. Servizi sempre più a rischio.” Massimo Coppia: “Assistiamo ad un vero e proprio attacco alla democrazia”.

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Cgil/ Como eccelle nella disuguaglianza

«Como: un territorio in affanno, ma con possibilità di rilancio. Como si colloca al terzultimo posto nella classifica delle province lombarde per valore aggiunto pro capite nel 2023, ma al quinto posto per valore aggiunto totale [vedi tabelle in basso]. Questa discrepanza riflette una struttura economica caratterizzata da dinamiche complesse. La crescita dell’occupazione nei settori a basso valore aggiunto, accompagnata dalla contemporanea contrazione dei settori ad alto valore aggiunto, determina un impatto negativo sui salari medi e sulla qualità complessiva del lavoro.

Questo fenomeno è ulteriormente aggravato dalla diffusione di rapporti di lavoro precari e dal part-time involontario, che colpisce in modo particolare donne e giovani. In molti casi, inoltre, i contratti part-time si configurano come possibili strumenti di elusione fiscale e contributiva, alimentando una spirale di precarietà e penalizzando le tutele dei lavoratori.
La recente presentazione del rendiconto sociale dell’Inps evidenzia che il 72,5% delle attivazioni lavorative nel 2023 riguarda contratti precari. Questo dato denuncia un mercato del lavoro caratterizzato da instabilità, che ostacola la crescita economica e costringe molti lavoratori a rimanere confinati in posizioni a bassa qualificazione. Una situazione che deve essere monitorata con attenzione riguarda l’esodo dei giovani qualificati. Molti scelgono di costruire il proprio futuro in altre province, attratti da opportunità più remunerative, o si dirigono verso la vicina Svizzera o l’estero, alla ricerca di stipendi più alti e prospettive professionali più promettenti. Questo fenomeno deve farci riflettere e agire, poiché impoverisce il territorio delle competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro e rilanciare l’economia locale.


Di fronte a questa situazione, la Cgil di Como propone di istituire un tavolo istituzionale che coinvolga le parti sociali, le associazioni datoriali, le istituzioni locali e regionali, come la Provincia di Como e la Regione Lombardia. Questo tavolo dovrà affrontare in modo sistemico le criticità emerse, partendo dalla valorizzazione del capitale umano e dalle potenzialità inespresse del territorio.
È necessario puntare sulla diversificazione e l’innovazione, attrarre investimenti per sostenere il tessuto produttivo locale e creare nuove opportunità lavorative che sappiano valorizzare i talenti e rispondere alle esigenze delle imprese. Allo stesso tempo, vanno promosse politiche attive del lavoro che riducano la precarietà e favoriscano la partecipazione delle donne e dei giovani al mercato del lavoro.
Solo attraverso l’impegno collettivo e condiviso Como potrà trasformare questa discrepanza in un’opportunità per costruire una prospettiva di sviluppo sostenibile e inclusivo. È il momento di agire». [Cgil Como]

Rendiconto Sociale Provinciale Inps/ Confronto utile

«Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil del Lario esprimono il proprio apprezzamento per la presentazione del Rendiconto Sociale Provinciale Inps 2023 organizzata oggi dal Comitato Provinciale Inps di Como e dalla Direzione Provinciale INPS di Como.  Si è parlato dell’evoluzione del mercato del lavoro in una provincia alle prese con il frontalierato verso la Svizzera e con il raffronto reddituale con la media Lombarda, si è approfondito il tema dell’aumento delle domande di Naspi e della crescita di alcuni comparti economici collegati alle problematiche dettate dalla stagionalità, infine sono stati analizzati i dati relativi alle differenze reddituali di genere, alle tematiche pensionistiche e al grande problema dell’evasione contributiva.

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