«Siamo arrivati a un centinaio di persone che aderiscono al progetto, dicono cioè ‘sì’ all’accoglienza, anche non c’è mai stata una raccolta di firme, perché non vogliamo creare barricate.
Anche l’amministrazione comunale sta facendo il possibile per mediare. Diciamo che noi partiamo dalle persone, prima che pensare alla struttura, all’edificio, alla logistica. E che come ultima ratio crediamo che anche la caserma vada bene. Dopo l’individuazione da parte del prefetto c’è stata infatti una levata di scudi contro l’idea dell’accoglienza in sè: sono stati distribuiti volantini con slogan come “Intimiano non come Lampedusa” …Da lì è nato il comitato, in modo naturale, dall’esigenza di dire che c’è un’accoglienza possibile, di non dare retta agli slogan. Purtroppo nell’assemblea pubblica che si è svolta in paese l’11 marzo si è sentita solo una voce contraria all’accoglienza. Ma noi, con il parroco di Capiago, crediamo soprattutto alla possibilità di dare informazioni, visto che si è parlato molto senza conoscere».
Il gruppo di cittadini che si pone «a favore di un approfondimento, che non dice no all’accoglienza, che sostiene un’accoglienza possibile» sta quindi promuovendo una serie di iniziative volte a informare i cittadini. «Al di là delle posizioni della Lega e di una parte dei cittadini che cercano una soluzione alternativa all’ex caserma – continua Frigerio -, la nostra idea è che ci voglia una preparazione seria su questi argomenti. Proprio per cercare di “formare” le persone, stiamo organizzando degli incontri sul problema dell’immigrazione, anche per ridurre questo clima di contrapposizione e di paure in molti casi infondate. Il primo incontro si terrà a fine aprile, domenica 10 ci sarà un’assemblea tra le associazioni per gettare le basi di questa serie di appuntamenti, nei quali vorremmo coinvolgere anche i cittadini dei paesi e delle parrocchie limitrofe». Quanto alla soluzione dell’ex caserma, per i cittadini a favore dell’accoglienza, «dal punto di vista umano ci rendiamo conto che forse 150 persone in quell’edificio sono troppe, sarebbe stato meglio trovare una soluzione più condivisa tra i comuni, ma l’importante è non avere nessuna preclusione nei confronti dell’arrivo dei migranti».
Quanto alle istituzioni, la situazione sembra piuttosto ferma. La Lega ha fatto approvare un testo in Consiglio provinciale (v. articolo in merito), con importanti modifiche da parte del centro sinistra, nel quale si ritiene l’ex caserma inidonea ad ospitare eventuali profughi e rifugiati (non migranti in genere, ma solo persone che abbiano questo status o che provengano da zone di guerra). Dal testo approvato in Provincia è emerso anche il numero dei profughi che sarebbero attesi nel territorio lariano: circa 600. Nello stesso ordine del giorno promosso e votato dall’asse Lega-Pdl in consiglio provinciale si faceva riferimento a un documento dei sindaci del canturino, che si sono espressi contro la soluzione di Capiago e a favore di altre opzioni. A questo proposito, l’assessore Pietro Cinquesanti e il presidente della Provincia Leonardo Carioni hanno poi palesato l’ipotesi di un’altra caserma, questa volta a Como, la De Cristoforis, che parrebbe più adatta alla funzione di accoglienza di tante persone. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]
