Solidarietà

Tra crisi umanitaria, violenze e sfruttamento c’è chi dice no

Kamate Kasereka François, ospite lo scorso 12 aprile a L’aria che respiri, ha condiviso le motivazioni che lo hanno portato a scegliere e intraprendere una lotta non-violenta, che, anche nel Nord Kivu, vede crescere una mobilitazione di tanti giovani che abbandonano le milizie locali armate. Tramite interventi di sensibilizzazione e solidarietà, Kamate si impegna affinché le persone possano riconoscere i propri diritti, dove pace, lavoro e tutela dell’ecosistema sono strettamente legate tra loro.

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Laria-che-respiri-del-12042026-e659593e-83d6-4d8a-b19b-be51390f5a3e.html[minuti 0:00 – 6:20]

Da Rebbio al Camerun e ritorno

Al ritorno dal viaggio in Camerun, nel territorio della diocesi di Mokolo, don Giusto Della Valle riferisce davanti a una partecipata assemblea della comunità parrocchiale su quanto ha potuto conoscere.
Al centro del racconto sono le fragilità e le criticità, del sistema sanitario così come di quello carcerario, e in particolare la situazione dei bambini e delle bambine, in condizioni difficili, non di abbandono (anzi, le comunità locali si impegnano nel sostegno all’infanzia e nel miglioramento delle prospettive) ma comunque particolarmente esposte alla guerra e alla progressiva frammentazione del tessuto economico e sociale.

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Cena di solidarietà con la Palestina a Rebbio

Oltre cento persone hanno partecipato alla cena di solidarietà palestinese organizzata per il 15 marzo dal gruppo Semm Sumud di Como, che promuove un “gemellaggio popolare” con la città di Nablus. La serata, a cui ha preso parte anche il sempre ospitale don Giusto, appena rientrato dal Camerun, si è svolta presso l’oratorio di Rebbio. Lo “chef” Mohamed di Gaza ha preparato piatti tipici della tradizione palestinese (tra cui la Maqluba) aiutato dai molti volontari e volontarie del gruppo e con la fattiva collaborazione dei ragazzi ospitati da don Giusto.

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Gocce di solidarietà contro i tagliagole

A chi ringrazia per l’accoglienza ricevuta spesso viene risposto di non ringraziare ma impegnarsi perché altri possano godere di uguali atti di umanità. Con questa prospettiva nasce l’impegno degli abitanti della casa di via Giussani a Como, famiglie profughe afghane arrivate con i corridoi umanitari valdesi e accolte da don Giusto. E se è vero che il progetto di Rebbio solidale non potrà concretamente significativamente intaccare l’orrore di oltre 2 milioni di bambine e ragazze private del diritto all’istruzione dai tagliagole afgani ai quali la fuga degli Stati Uniti dal Paese ha dato mano libera per realizzare il peggio della repressione inumana basata dulla sharia, è anche vero che le piccole gocce di solidarietà grazie al progetto Libere di studiare fanno germogliare vite e danno anche nel nostro territorio segnali della necessità della ribellione al patriarcato più sanguinario e ai governi che lo sostengono. Nella serata del 29 gennaio si è svolta nella casa di via Giussani introdotta da Sonia Manighetti la presentazione del progetto. Tutte le donazioni vanno inviate a Rebbio Solidale ODV (IBAN: IT29 O084 3010 9040 0000 0095 576 – causale: Progetto Libere di studiare) che le utilizzerà per finanziare il progetto tentando di assicurare la massima sicurezza alle beneficiarie che comunque per studiare rischieranno la vita.

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Stand Up: prevenire la fragilità delle famiglie a Como

Stand Up è un progetto promosso dalla Fondazione Scalabrini di Como, finanziato con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo Beneficenza Intesa San Paolo. Avviato nel 2023, il percorso coinvolge dodici partner e una rete di sostegno composta da oltre trenta soggetti, con l’obiettivo di supportare famiglie con figli minorenni che rischiano di scivolare da una situazione stabile a una condizione di fragilità a causa di spese impreviste, debiti, cambiamenti inattesi o sfratti.

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Grazia Villa/ Del fango, dell’amore e dell’assenza

Como città di chi? Questo l’interrogativo che il vescovo di Como card. Oscar Cantoni si poneva nel messaggio alla città in occasione della solennità di sant’Abbondio dello scorso anno 2024 attingendo alle parole del sindaco di Firenze Giorgio La Pira, il “sindaco della Pace”, recentemente nominato anche da don Giusto Della Valle per il sentito richiamo alla città di Como e al desiderio di risvegliarne la profonda umanità. «Le città hanno una vita propria, un loro respiro, un loro proprio essere misterioso e profondo, un loro volto, una loro anima. Non sono cumuli occasionali di pietra…»

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Accoglienza a Albate/ Lettera aperta al prefetto


«Al prefetto di Como
. Mi permetto di scriverle pubblicamente per invitarla a promuovere, insieme ai responsabili della Croce Rossa, un momento di informazione e confronto con la cittadinanza del quartiere di Albate in merito al trasferimento delle persone dal campo Cri di Lipomo. Questa notizia, che ritengo sia veritiera e imminente, non è stata a oggi ufficializzata e condivisa. Ciò porta inevitabilmente a innescare discussioni, malumori e opposizione di una parte delle persone che vivono a Como Albate. 

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Terminato il piano freddo/ Istituzioni assenti, volontariato supplente permanente

In una delle città più ricche del pianeta per il disinteresse e la colpevole incapacità delle istituzioni preposte con la chiusura del Piano freddo forse perché con violenza verso gli ultimi si pensa che la povertà sia stagionale peggiora ancora la vita di tant3. Rimane solo il volontariato. Il Comunicato di Vicini di strada.

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Gloria alla Parocchia di Rebbio

Capita che in uno stesso quartiere convivano in affettuosa sintonia la parrochia dell’accoglienza e dei diritti sociali di don Giusto e il Gloria, il bene comune del circolo Arci Xanadù. Capita a Rebbio che è un luogo straordinario dove la parrocchia decide di sostenere l’Arci con un cospicuo contributo.

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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