L’obiettivo è di «tutelare i 55 mila lavoratori frontalieri italiani impiegati in Svizzera, che per la nostra Provincia continuano a rappresentare un pezzo importante dell’occupazione» afferma la Braga. Per questo è necessario «che si attivino i canali diplomatici bloccati da mesi e che le forze politiche di Governo si assumano le responsabilità che a loro competono».
«Addosso ai lavoratori frontalieri – spiega la deputata comasca – sono piovute accuse e pressioni di ogni genere, dalla minaccia discriminante di non aumentare le loro retribuzioni come avviene per i cittadini elvetici, fino agli insulti subiti da una campagna propagandistica denigratoria che li accusa di rubare il lavoro ai cittadini svizzeri».
«E ancora, è notizia di pochi giorni fa la ripresentazione da parte della Lega dei Ticinesi di una mozione per bloccare il versamento dei ristorni ai Comuni e alle Province di frontiera – prosegue la firmatari, con altri deputati del Pd, della mozione depositata il 20 aprile scorso – Tutte tensioni che vengono scaricate sulle spalle dei lavoratori frontalieri pur avendo cause prettamente politiche e fiscali che quindi chiamano in causa il Governo Italiano, in primis il Ministro delle finanze Giulio Tremonti, finora molto distratto sull’argomento».
