Frontalieri

ecoinformazioni on air/ Cure frontaliere

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 7,15 del 12 novembre di Metroregione di Radio popolare. Mentre Norman Gobbi, presidente del Consiglio di stato del Ticino, si fa scappare in televisione che a lui degli italiani non interessa, tanti medici e infermieri vanno dalla Lombardia in Ticino dove il loro lavoro è essenziale per il sistema sanitario elvetico.

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Cgil-Cisl-Uil/ Consiglio Sindacale Interregionale/ Ultimo treno per i frontalieri

Il mondo del lavoro si compone di situazioni standardizzate e di altre più particolari, che richiedono maggiore attenzione e solerzia; ne è un esempio la categoria dei frontalieri, che insieme a tante altre rischia di cadere nel dimenticatoio politico dei decreti, come denunciano le principali sigle sindacali.

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ecoinformazioni on air/ Valichi e diritti minori

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 del 30 aprile di Metroregione di radio Popolare. Si è aggravato,  con l’incremento delle attività permesse oltre il confine,  il problema della via crucis che viene imposta ai frontalieri per entrare in Svizzera con code chilometriche data la chiusura dei valichi minori e i controlli. Arrivati in Svizzera i lavoratori provenienti dall’Italia trovano livelli di sicurezza ancora minori di quelli italiani e non c’è neppure un accordo tra imprenditori e sindacati per assicurare condizioni di lavoro adeguate alla fase dell’epidemia che in Ticino è tutt’altro che finita.

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ecoinformazioni on air/ Ticino e Lombardia irresponsabili

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 del 24 aprile di Metroregione di Radio popolare. Il Ticino anticipa la fase 2 aumentando dal 27 aprile le persone al lavoro nelle aziende e permettendo la riattivazione di centri di bricolage e giardinaggio, saloni di parrucchieri, fisioterapisti, veterinari, dentisti e studi di tatuaggi. Si ripropone quindi il pericolo che le cautele adottate in un paese possano essere vanificate dai rischi che corrono decine di migliai di frontalieri che per lavoro vanno in Ticino e poi ritornano in Italia. Lo sottolinea anche il consigliere regionale pentastellato Raffaele Erba che teme un contagio di ritorno per i 50mila frontalieri.

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Frontalieri/ Pd: bloccare i licenziamenti

Nella commissione speciale Lombardia-Svizzera la Lega non propone nulla di concreto solo chiacchiere, il Pd chiede interventi concreti a tutela dei lavoratori frontalieri. I sovranisti, dopo avere urlato la lotta agli stranieri non sanno come fare quando gli “stranieri” sono gli italiani.

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ecoinformazioni on air/ Licenziamenti frontalieri

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio popolare. È sempre più difficile la situazione del frontalieri in Ticino. Per al cisl dei laghi sarebbero già almeno 6000 il lavoratori italiani licenziati e a essi si devono aggiungere altrettante persone che sarebbero state utilizzate in lavori stagionali che non verranno neppure assunte a causa dell’emergenza virus.

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Covid-19/ Pd/ Più sicurezza e tutela anche per i frontalieri

In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, è importante tutelare la salute e la sicurezza di chiunque: la situazione particolare di chi lavora oltre il confine (da sempre particolarmente delicata poichè implica la relazione tra due stati differenti) ora, con l’arresto delle attività non indispensabili in entrambe le nazioni, è ancora più importante da monitorare, soprattutto per chi continua ancora ad attraversare la frontiera per lavoro. La Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, nelle parole del segretario, nonchè consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, pone l’accento proprio su questo nel resoconto della riunione del 2 aprile.

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ecoinformazioni on air/ Frontalieri a rischio

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 del 13 marzo di Metroregione di Radio Popolare. La frontiera Svizzera resta aperta per i frontalieri, con code in entrambe le direzioni, ma aperta.

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Se la Lombardia piange il Ticino non ride (anche se finge di non capirlo)/ I frontalieri rischiano e pagano

Mentre il sindaco di Como giustamente ricorda ai criminali idioti che ancora vanno a fare benzina in Svizzera che  è inammissibile e sanzionabile penalmente farlo,  in Ticino si segnala il primo morto  e 120 casi acclarati. Numeri bassi che dipendono dall’incapacità delle autorità Ticinesi che non fanno i tamponi e intanto non stanno adottando nemmeno le più elementari norme per limitare il contagio e, possedute ancora più gravemente del solito dal demone del profitto a danno delle persone, determinano rischi enormi per la popolazione, limitando così chi potrebbe essere salvato e determinando anche un maggiore collasso dell’economia che – giova ricordarlo – non esiste senza le persone. L’11 marzo il governo ticinese incontra quello di Berna e vedranno il da farsi e la condizione dei frontalieri Italiani è particolarmente grave.  Su 70.000 frontalieri 4.200 sono il personale medico. Ed è quello che vogliono continui a passare, per questo la Svizzera ha fatto pressioni per non bloccare i frontalieri. Magari chiuderanno a tutti tranne a loro. Sui treni c’è meno gente. Le Ffs  hanno dichiarato un calo delle presenze sulla linea per Milano del 90% (10% a livello nazionale), mentre in Fombardia Fontana chiede di sospendere il trasporto pubblico o ridurlo all’osso (sui bus a Como non si sale più davanti ma dietro e da ieri per dividere l’autista dagli altri è stato posto uno di quei nastri rossi e gialli dei lavori in corso per isolare la prima parte del veicolo).

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18 ottobre/ Prima riunione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato Italia/Svizzera

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Verrà convocata giovedì 18 ottobre la prima riunione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato Italia/Svizzera, costituito su iniziativa delle Province di Como e Varese – in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei frontalieri. (altro…)

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