Da anni stiamo assistendo ad un’opera di riscrittura della storia della Resistenza e in particolare delle dolorose e complicate vicende relative al confine orientale italiano. Queste terre erano e sono infatti un intreccio di questioni etniche, religiose, politiche, territoriali e statali che non si possono banalizzare e semplificare con slogan nazionalisti.
Dal punto di vista storico è scorretto guardare alla questione delle Foibe e commemorarle nella Giornata del ricordo, astraendo questi tragici fatti dal contesto storico in cui essi avvennero, senza quindi indagare ciò che accadde prima del 1943: vent’anni di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni istriane in nome di una politica di “italianizzazione” forzata. Per non parlare delle persecuzioni, degli eccidi e brutalità che subirono le genti sospettate di fiancheggiare i partigiani jugoslavi.
Per questi motivi, condanniamo con forza chi, come Militia, brandisce una tesi precostituita e strumentalizza fatti storici in nome di una “memoria italiana”, che tuttavia è solo di parte, in quanto le genti slave accusano proprio l’occupazione italiana degli stessi comportamenti di cui vengono accusate.
Questo revisionismo, dal basso spessore culturale e dalla nulla attendibilità storiografica, tenta inoltre di equiparare, in nome della legittimità di tutte le forze in campo e della comune pietà umana verso i morti, i vinti e i vincitori, confondendo in una indistinta melassa buonista e patriottarda, responsabilità e valori, partigiani e repubblichini, fascisti e antifascisti.
Il Coordinamento metterà in campo nelle prossime settimane una serie di iniziative pubbliche a Como per sensibilizzare i cittadini e per ribadire che Como è una città antifascista e antirazzista». [Coordinamento comasco antifascista e antirazzista]
