«Come accade oggi la prima conoscenza del mondo o a volte l’unica conoscenza di luoghi lontani, avviene attraverso i media: una volta le immagini viaggiavano stampate nei libri, gli oggetti più economici e “leggeri”, oggi milioni di immagini si spostano simultaneamente nella rete globale: sono cambiati i mezzi che veicolano e siamo passati dal materiale (il libro) all’immateriale (i byte dei computer) – spiega nella presentazione dell’esposizione Chiara Milani –. La grande diffusione della stampa a caratteri mobili e i progressi delle tecniche dell’incisione, hanno portato alla pubblicazione di numerose edizioni di piante di città e del circondario spesso in alzata, con la rappresentazione degli edifici principali e dei monumenti più importanti; vedute di giardini, ville, paesaggi, luoghi ameni, orridi, rovine e vestigia dell’antichità, quest’ultime in contesti urbani o agricoli e naturali. Molto spesso questi libri erano in grande formato o di formati particolari: si configuravano come album di varie dimensioni con tavole incise solo nel recto del foglio e le firme dell’incisore e del pittore che aveva ideato il disegno».
«A volte la figura del pittore e dell’incisore coincidevano. Molti pittori infatti studiarono e si appassionarono alle tecniche dell’incisione, con lo scopo di migliorarne la qualità e sperimentare un nuovo mezzo espressivo ma anche con il desiderio di rendere l’incisione più simile alle opere pittoriche, veicolando con questo nuovo mezzo i loro dipinti – prosegue lo scritto –. Editi con grande cura, questi libri di incisioni – xilografiche calcografiche – hanno subito più di altri gli insulti degli uomini. Non si contano quanti capolavori bibliografici sono stati smembrati per vendere singolarmente le tavole incise o per rilegarle per abbellire le case. Così, oggi, queste opere sono rare anche nelle biblioteche perché, quando nel passato un collezionista regalava le sue collezioni di libri a una biblioteca, faticava a separarsi dagli album di vedute, così belli e particolari, che spesso acquistava con lo scopo di utilizzarne le incisioni per farne singole stampe decorative».
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