«La mostra, promossa dal Collegio Gallio, che nel corso del secondo conflitto mondiale fu anche luogo di rifugio e salvezza per un bambino di origine ebraica Roberto Furcht, ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista – spiega la presentazione –. Le piccole vittime innocenti della Shoah furono un milione e mezzo. Attraverso la negazione dei diritti fondamentali dell’infanzia, quali il diritto al gioco, alla dignità, alla salute, all’identità, all’istruzione, alla libertà, alla tutela e, per ultimo, alla vita, la mostra mette in evidenza le dure condizioni e le terribili costrizioni alle quali furono sottoposti i bambini e i ragazzi di religione ebraica durante quegli anni. Si contrappone a tale orrore la grande figura del pedagogo polacco Janusz Korczak, ispiratore dell’attuale Convenzione internazionale dei Diritti dei bambini, che lottò fino all’ultimo per alleviare le sofferenze dei bambini del suo orfanotrofio, situato nel ghetto di Varsavia». Per informazioni Internet www.figlidellashoah.org. [md – ecoinformazioni]
