giornata della memoria

Voci di Memoria (anche) comasca

Nel pomeriggio di sabato 28 gennaio si è svolto nella biblioteca di Como l’incontro Voci e storie, pomeriggio inserito nella serie di iniziative per la Giornata della Memoria organizzate tra il 24 gennaio ed il 5 gennaio nel comasco. Sono intervenuti, per una lettura teatrale a tema, Gabriele Penner ed Arianna Di Nuzzo del Teatro d’acqua dolce, mentre Elisabetta Lombi, Rosaria Marchesi, Valter Merazzi e Francesco Scomazzon hanno fornito un contributo storico sull’intreccio di vissuti e tragedie che la Shoah ha avviluppato anche nell’area di Como.

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24 gen-5 feb/ Giornata della memoria: voci e storie

In occasione della Giornata della memoria, venerdì 27 gennaio, una rete di associazioni, sindacati e partiti, in collaborazione con vari comuni del territorio di Como, organizza una sere di iniziative. Di seguito il programma completo.

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“Non siate indifferenti”/ L’appello di Ines Figini per la Giornata della Memoria

«L’indifferenza uccide: bisogna vivere con partecipazione, parlando con il cuore e con le nostre azioni». Le parole di Ines Figini, ultima superstite comasca dei Lager nazisti, ben riassumono il senso della Giornata della Memoria, ricorrenza istituita il 27 gennaio in corrispondenza con la liberazione dei prigionieri del campo di Auschwitz-Birkenau nel 1945  e ufficialmente commemorata, a Como, con un incontro alla Biblioteca comunale in mattinata, il cui pubblico era per la metà composto da studenti di scuola superiore.

Come la neo-senatrice a vita Liliana Segre, Figini ha molto a cuore il confronto con i giovani sui temi della memoria e della responsabilità civile, perché quanto vissuto da loro e da milioni di altre persone durante la seconda guerra mondiale non si ripeta mai più, nemmeno quando mancherà ogni testimonianza diretta. Un obiettivo tanto più importante quanto più si inaspriscono le tensioni razziste e sedicenti “patriottiche” in giro per il paese, anche nella stessa città di Como, città di frontiera che svolse un ruolo fondamentale negli anni di persecuzione degli ebrei (e degli altri gruppi “scomodi”) e degli oppositori politici al regime fascista. Le ragioni dell’arresto e della deportazione della stessa Figini sono ancora diverse: poco più che ventenne, manifestò solidarietà ai colleghi operai in sciopero, senza che nessuno prendesse le sue parti. Fu questa diffusa indifferenza a costarle la libertà: Figini fu arrestata, poi deportata a Mauthausen, Auschwitz, Birkenau, Ravensbrück. I ricordi dell’internamento sono vivi oggi come allora, conferma lei stessa, visibilmente commossa, ringraziando studenti e insegnanti per la numerosa e interessata partecipazione.

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Qual è la consapevolezza dei giovani sull’impatto dei totalitarismi e della Shoah? Un video realizzato dalla Consulta provinciale degli studenti, presentato dal vicepresidente Lorenzo Pedretti, mostra una gamma di risposte assai variabili da parte degli intervistati. C’è chi risponde puntualmente e con dovizia di particolari, citando casi di genocidio meno discussi, come quello tra Tutsi e Hutu in Ruanda negli anni Novanta o quello perpetrato ai danni degli Armeni nella fase finale dell’impero ottomano. C’è però chi esita, chi si chiude in un imbarazzato mutismo. Certo, il 2018 segna già l’ottantesimo avversario del Manifesto della Razza , della Notte dei cristalli, e insomma del picco di violenza antisemita che si abbatté sull’Italia e sull’Europa negli anni del nazifascismo; eppure, l’impatto di questa tragedia rimane devastante, oggi forse più di qualche anno fa, ora che la xenofobia, la paura dei “diversi”  – ora stigmatizzati, ora censurati, secondo convenienza –  sembra normalizzarsi pericolosamente, complice una non meglio specificata “libertà di espressione” veicolata dai social media.
Dal palco, i rappresentanti delle istituzioni – Bruno Corda, Prefetto, Mario Landriscina, sindaco di Como, Maria Rita Livio, presidente della Provincia, e Roberto Proietto, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, esortano soprattutto i giovani a assumersi personalmente la responsabilità della memoria e a mantenerne viva la trasmissione, senza tirarsi indietro, poiché, come ricorda Livio, a permettere la barbarie della Shoah in Italia non furono solo i più accesi sostenitori del nazifascismo, ma anche o soprattutto la ben più ampia “zona grigia” degli indifferenti, in parte (non del tutto) inconsapevoli del corso degli eventi. Oggi, tale ignoranza è – almeno in  teoria e solo in parte- scongiurata dallo studio della storia, spesso coadiuvato da percorsi di approfondimento; tuttavia, ricorda Proietto citando una scena di Schindler’s List, la cultura da sola non basta, se non è accompagnata da un costante esercizio di responsabilità civile e morale da parte di tutti e di ciascuno.

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La conoscenza e la trasmissione della storia non passano solo dalla scuola dell’obbligo: il territorio e la sua amministrazione devono farsi custodi e portavoce della propria stessa memoria. Si è già accennato al ruolo strategico di Como, per molti perseguitati l’ultima tappa prima dell’espatrio in Svizzera. La presenza ebraica stanziale, sul territorio lariano, era e rimane esigua, mentre l’arrivo di centinaia di profughi divise le coscienze dei locali: alcuni presero la giusta ma difficile decisione di aiutarli, molti altri optarono per la delazione e la collaborazione attiva a operazioni di rastrellamento, come ricordano Valter Merazzi del Centro di ricerca Schiavi di Hitler e Fabio Cani, che attesta il costante impegno dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”  – di cui è vicepresidente –  nel documentare la Shoah a Como, studi a cui le storiche Elisabetta Lombi, Roberta Cairoli e Rosaria Marchesi hanno apportato un ricco e preciso contributo.
Tuttavia, di queste tragiche vicende c’è ancora poca consapevolezza civica, prosegue Cani, auspicando l’introduzione in città di una Casa della Memoria e delle Stolpersteine, le “pietre di inciampo” ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per commemorare le vittime delle persecuzioni nazifasciste, non soltanto perché appartenenti a minoranze discriminate, ma anche per motivi di carattere politico e sociale. Proprio per onorare i prigionieri comaschi dei Lager nazisti, nel corso della mattinata sono state consegnate altrettante medaglie ai familiari di Sebastiano Avogadro, Luigi Giudici, Angelo Zanfrini, Rizzieri Franco Mattaboni, Eliseo Gronzella, Vittorio Ugo Colombo e Nando Dellera.

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La memoria è un concetto più ampio, più attivo del ricordo: attraverso la testimonianza del passato, offre una chiave di lettura del presente e una “cassetta degli attrezzi” per costruire un futuro diverso, migliore. Inaccettabili l’indifferenza, il delegazionismo o ogni atteggiamento di censura, rifiuto, manipolazione del passato. Ci è ancora possibile, per fortuna, ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto di persona gli orrori nazifascisti, ma il tempo stringe. L’anziana età degli ultimi superstiti coincide purtroppo con una congiuntura critica, nella quale diventa fin troppo facile trovare nuovi capri espiatori, e che ciascuno di noi ha il dovere di contrastare attivamente, con lo studio e con la pratica di valori da non dare per scontati, tra cui Figini sottolinea l’amore, la giustizia e l’onestà. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero di tutti gli altri interventi della manifestazione.

27 gennaio/ Giornata della memoria: le iniziative alla Biblioteca comunale

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Sabato 27 gennaio alle 10 nell’auditorium della Biblioteca comunale di Como è in programma la Giornata della Memoria. Dopo i saluti istituzionali, saranno consegnate le onorificenze. Seguiranno Non solo memoria, a cura della Consulta degli studenti di Como, e l’incontro con Ines Figini, sopravvissuta ai campi di concentramento e insignita dell’Abbondino d’Oro nel 2004.

Con il patrocinio di: Provincia di Como, Prefettura di Como, Comune di Como, Ufficio scolastico per la Lombardia.

L’invito alla partecipazione è esteso a tutta la cittadinanza.

[AF, ecoinformazioni]

fino al 28 gennaio/ Mariano Comense/ “Attraverso gli occhi dei bambini”

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Il Palazzo civico di Mariano Comense (piazza Console Teodoro Manlio, 6) ospiterà fino a domenica 20 gennaio Attraverso gli occhi dei bambini. La Shoah vista dai disegni e dalle poesie dei bambini del ghetto di Terezín, una mostra organizzata da Anpi  Mariano- Cantù in occasione della Giornata della Memoria.
Nella stessa sede, alle 10 di sabato 27 gennaio, è previsto un intervento di Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, e Gianfranco Lucca, .che parlerà della deportazione degli ebrei nelle nostre zone.
[AF, ecoinformazioni]

“Mai più fascismi”/ l’appello dell’Arci per la Giornata della Memoria

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Il comunicato  della Presidenza nazionale dell’Arci in occasione della Giornata della Memoria 2018. «Anche quest’anno, l’Arci organizzerà iniziative in tutta Italia per celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per ricordare  le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali.

“Mai più fascismi”  è lo slogan scelto per questo 27 gennaio 2018,  a 70 anni dall’entrata in vigore – il 1 gennaio 1948 –  della nostra Costituzione, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre seguente.

Oggi, di fronte al diffondersi di episodi intimidatori da parte di movimenti e forze che si richiamano al nazifascismo e all’affermarsi di partiti di estrema destra nelle competizioni elettorali di tanti paesi euroepei (ultima l’Austria),  la memoria, il racconto degli orrori che hanno caratterizzato il secolo scorso,  la difesa dei valori costituzionali può rappresentare un argine e aiutare alla comprensione di un presente segnato ancora da guerre, violenze e ingiustizie. Solo con questo bagaglio di  conoscenza è possibile trovare gli strumenti per  progettare un futuro diverso.

In queste settimane saremo impegnati, insieme all’Anpi e a tante altre organizzazioni sociali, nella raccolta di firme su una petizione che chiede alle istituzioni democratiche di vigilare perché non abbiano spazio e agibilità politica formazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo. Lo faremo usando i diversi linguaggi della cultura e con un’attenzione particolare al mondo giovanile perché se ricordare è un dovere di tutti, trasmettere la memoria a ragazze e ragazzi ha, se possibile, un valore ancora maggiore, indispensabile per formare alla cittadinanza attiva e consapevole». [Presidenza Nazionale Arci]

 

 

19-28 gennaio/ Uggiate Trevano/ Mostra “Shoah: l’infanzia rubata”; serate tematiche sulla Shoah (20 e 27 gennaio)

UggiateTrevano.jpgLa scuola secondaria “G. B. Grassi” di Uggiate Trevano (via Roma 2) ospiterà, da venerdì 19 a domenica 28 gennaio, la mostra Shoah, l’infanzia rubata, in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio). 

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20 gennaio/ Minoprio/ “Neve diventeremo”

7grani

Sabato 20 gennaio alle 21, all’Auditorium della fondazione Minoprio (via Raimondi, 54), il gruppo folk-rock 7grani si esibirà in Neve diventeremo, concerto-spettacolo dedicato alla memoria e alla Resistenza e comprensivo di brani originali e cover di Guccini, Strehler, De Gregori, Theodorakis, Area, The Gang e De André.
Durante la serata saranno proiettati il documentario Storia di rado e il video Neve diventeremo, ispirato alla storia del partigiano Radovan Ilario Zuccon, deportato e sopravvissuto al campo di sterminio nazista di Buchenwald in Germania.
Ingresso libero. [AF, ecoinformazioni]

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