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Viale per Tsipras/ Un’altra Europa è possibile

Rilanciamo, dalla mailing list  Democrazia economica di Luca Michelini, l’intervento di Fausta Bicchierai tra le attiviste comasche della lista L’altra Europa con Tsipras, un invito alla partecipazione all’incontro con Guido Viale di venerdì 21 febbraio, alle 20.45 al Centro Civico Cascina Massée in via S. Antonino 2 a Como-Albate.

«È nata la lista di cittadinanza autonoma L’altra Europa con Tsipras. È nata nel silenzio tombale dell’informazione mainstream che si guarda bene dal darne notizie intelleggibili ai suoi lettori, silenzio paradossale se si considera tra l’altro che i promotori e i firmatari sono pubblicisti di fama, regolarmente ospitati. Valga per tutti l’esempio di Repubblica e di Barbara Spinelli, promotrice, o Maltese, Freccero, Serra, che hanno aderito all’appello L’Europa al bivio, piattaforma iniziale per la costruzione del progetto.

D’altra parte, nell’informazione minoritaria e on line, come nell’ambito della sinistra radicale, il progetto lista per Tsipras ha avuto ampia risonanza, suscitato dibattito (e polemiche prevalentemente di stampo identitario), diventando anche occasione rinnovata per un flusso di analisi, studi e notizie circa la UE e le sue politiche, i trattati, l’assetto istituzionale, che contribuiscono a chiarire la fisionomia dell’Europa e la relazione tra le dinamiche politiche ed economiche e il nostro vivere quotidiano. Insomma quello che tutti dovremmo sapere.

Non a caso nel nostro paese nasce una proposta di lista di cittadinanza per le elezioni europee del 25 maggio prossimo e non a caso si rifà alla leadership di Alexis Tsipras.

Siamo stretti tra una legge elettorale incostituzionale e la prospettiva di una nuova legge equivalente. Provati da un processo di svuotamento degli istituti della democrazia a partire da quello parlamentare. Inchiodati nella scelta tra programmi che confluiscono concretamente nelle larghe intese e nell’accettazione completa dell’orientamento di politica economica della Ue da una parte, e un’opposizione 5stelle che combatte sì duramente all’opposizione ma non fa tentativi per costruire e che per di più dell’Europa si disinteressa, dall’altra.

Per chi pensano di votare le cittadine e i cittadini italiani? Infatti non votano. La tendenza all’astensione è stata confermata appena ieri dalle percentuali delle votazioni sarde.

Se all’esperienza diretta dell’inefficacia del voto si aggiunge l’opacità dell’informazione che con diverse sfumature dà per fenomeno inevitabile l’esistente (e quindi la disoccupazione, l’aumento della concentrazione della ricchezza, l’allargarsi delle condizioni di povertà assoluta e relativa… ) e per inevitabile la terapia dell’austerity (solennemente avallata dai messaggi del capo dello stato e dai titoli impudichi su “lacrime e sangue” che tutti ricordiamo), una specie di castigo divino per lo spreco che ha accompagnato le politiche di welfare, la rassegnazione all’impotenza è una condizione consapevolmente o inconsapevolmente accettata dai più. Che è come dire: abbiamo perso di fatto il diritto di voto, inutile provarci.

Che cos’ha di nuovo la lista Tsipras? Ecco per prima cosa, condividendo personalmente la percezione dell’impotenza, direi proprio questo: restituisce un senso al diritto di voto.

Su tre piani.

1) Il programma Della dichiarazione programmatica di Alexis Tsipras, candidato per la Sinistra Europea, mi piacerebbe segnalare le tre priorità della premessa.

La prima Porre fine all’austerità e alla crisi, declinata poi nei 10 punti programmatici, che prendono come riferimento una politica economica possibile e necessaria in alternativa all’orientamento neoliberistico attuale che non è certo l’unico possibile, a dispetto di una propaganda monocorde e spesso incompetente.

La seconda Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione, che riconosce la centralità della questione ambientale come criterio orientante anche per la pianificazione macroeconomica e segnala le più che inquietanti prospettive del patto transatlantico (USA-UE) in costruzione mediante trattative secretate.

La terza Riformare le politiche dell’immigrazione in Europa, che contiene sia un significativo richiamo culturale e sociale alla solidarietà e l’indicazione delle misure necessarie per realizzarla sia l’obiettivo della riconquista (o conquista, data anche l’imperfezione degli istituti di un’Unione nata in prima istanza come mercato comune) della democrazia parlamentare, e quindi, in ultima analisi, di una gestione “politica” della UE.

Cito per la semplicità e chiarezza una parte della sintesi finale del programma.

“Dobbiamo alterare l’equilibrio del potere politico, per poter cambiare l’Europa. Il neo-liberismo non è un fenomeno naturale, né è qualcosa di invincibile. È solo il prodotto di scelte politiche in un particolare equilibrio storico di forze. Deve la sua longevità alle politiche degli anni ’90 che hanno favorito i principi neo-liberisti e contemporaneamente una progressiva deriva verso destra. Per molti europei, i pincipii socialdemocratici sembrano l’eco di un’era passata. Il disagio sociale provocato dalla crisi e lo scetticismo dell’elettorato verso la politica hanno condotto la loro strategia ad uno stallo. I socialdemocratici non possono permettersi di perdere tempo. Qui ed ora, devono fare uno storico passo in avanti per ridefinirsi nella percezione e nella coscienza pubblica come una forza della sinistra democratica, in opposizione al neo-liberismo e alle fallimentari politiche del Partito Popolare Europeo e dell’Alleanza Liberale. O, come è stato accuratamente detto, diventando una forza politica “disposta ad essere tanto radicale quanto la stessa realtà”.

L’Europa è arrivata ad un bivio critico. Nelle elezioni europee del 25 maggio, due chiare alternative per il presente ed il futuro sono sul tavolo: o rimaniamo immobili con i conservatori e i liberisti, o ci muoviamo avanti con la Sinistra Europea. O acconsentiamo allo status quo neo-liberista – fingendo che la crisi si possa risolvere con le stesse politiche che l’hanno causata – o guardiamo al futuro rappresentato dalla sinistra europea.”

Un voto quindi per obiettivi necessari e possibili.

2) Il mercato Il mercato, a dispetto di quanto viene propagandato, non è libero ma dominato dalle grandi corporation che con la finanza globale dettano legge. Ma come possono farlo? Possono farlo, in Europa ad esempio, anche e soprattutto grazie al processo di liberalizzazione finanziaria (la deregulation, termine improprio perché realizzata con migliaia di “regole”), un processo articolato in provvedimenti normativi emanati dai singoli Stati europei e dall’Unione. Come dire che gli organismi di governo nazionali e la governance europea hanno consegnato a mercato e finanza una parte fondamentale del potere di cui sono ora forti e, per quello che riguarda la finanza, addirittura le condizioni per esistere nella sua attuale forma ipertrofica.

Così come la concentrazione delle ricchezze e l’impoverimento diffuso hanno molto a che vedere con il processo di detassazione di patrimoni e alti redditi scatenato in Europa e Usa negli ultimi decenni del secolo scorso.

Tutti interventi istituzionali, di istituzioni soggette all’espressione del voto dei propri cittadini/e.

Il voto è necessario e utile se, sostenendo un programma pensato per i bisogni e la vita di tutti e non per l’interesse di pochi, vuole restituire alle istituzioni corretti obiettivi per il proprio ruolo normativo.

3) L’Europa In Europa oggi si gioca moltissimo della partita politica e sociale, tanto più nel momento in cui contare nel proprio Paese attraverso il voto è diventato altamente improbabile. Votare alle elezioni europee, dunque, significa dare efficacia al proprio voto.

Quella che molti definiscono l’avventura della lista italiana per Tsipras è un’opportunità.

Ed è anche un percorso e una sperimentazione.

La dignità intellettuale e la competenza dei promotori è, mi sembra, fuori discussione e l’appello lanciato per la lista che ha ora il nome ufficiale L’altra Europa per Tsipras ha preso atto dell’impossibilità di una sinistra radicale italiana frantumata e impopolare, nel senso letterale del termine, di coinvolgere in una riflessione comune e senza pregiudizio identitario l’elettorato astensionista nelle sue diverse possibili motivazioni. L’ha invitata, nel contempo, ad essere partecipe del progetto a patto di una reale collaborazione e apertura e di un reale e significativo passo indietro (necessario per poter compiere passi avanti: è la sintesi di Tsipras stesso, che ripropone nella dimensione europea l’esperienza di ritrovata collaborazione delle sinistre nella Syriza greca). Come detto la polemica su questo non manca. In ogni caso la lista non accetterà candidature di esponenti di primo piano dei partiti, né di persone che abbiano ricoperto ruolo di parlamentari o di consiglieri regionali negli ultimi dieci anni.

Sottolineerei al proposito la necessità di rivolgersi e comprendere nel proprio percorso le aree di popolazione massacrate da questa crisi e dalle ricette anticrisi, che sono tanto più ampie della percentuale ristretta di elettori tradizionali della sinistra radicale.

L’ammissione della lista alla scheda elettorale del 25 maggio comporta la raccolta di 150.000 firme, come da normativa, entro il 15 aprile e la scommessa di una campagna elettorale (anche in contemporanea alla raccolta) che si prospetta appunto nel silenzio dei grandi media.

Quella che si sta muovendo è quindi davvero e paradossalmente una dimensione popolare e trasversale, che si articola in comitati territoriali di sostegno alla lista. Come quello nato a Como. Un’impresa difficile, ma speriamo non impossibile, arrivare alla scheda elettorale e raccogliere i voti sufficienti per eleggere uno o più rappresentanti. Ma l’effetto riflessione comune, discussione, attivazione di scambi e socialità mirata è un’esperienza di valore ed è possibile che consenta un lavoro efficace e, forse, un successo.

Un’ultima notazione. Non credo che sfugga il valore simbolico della candidatura di Alexis Tsipras, greco, leader di una risposta coraggiosa, solidale, resistente, unitaria nella Grecia sconvolta dalle misure anticrisi somministrate dalla UE.

Il Comitato territoriale Como per Tsipras ospita Guido Viale, un promotore e garante della lista (con Camilleri, Florers D’Arcais, Gallino, Revelli e Spinelli), con particolare entusiasmo, per l’interesse dei suoi studi e saggi, negli ultimi anni orientati a sottolineare una connessione necessaria tra ambiente-giustizia sociale-economia di territorio, connessione che riflette tra l’altro la realtà di un impegno diffuso e attivo per associazioni e organismi della società civile.

Particolarmente attivo anche nella difficile organizzazione per l’affermazione de L’altra Europa con Tsipras, presenterà contenuti e modalità di questo progetto e ne discuterà con il pubblico.[Fausta Bicchierai, dalla mailing list di Democrazia economica]

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