Fausta Bicchierai

Scuola civica/ Lavoro migrante

Forse è vero. Forse davvero si può uscire dal circolo vizioso che vorrebbe i migranti destinatari di una perenne alfabetizzatone che pur essendo indispensabile se non si sviluppa a livelli anche superiori li confina ai margini della società senza fornire strumenti adeguati alla cittadinanza attiva. Per essa è necessaria una formazione che possa svolgersi anche nelle lingue già a loro note per potere trattare temi più complessi, necessari per lo sviluppo dell’attivismo sociale e per la contaminazione tra culture. Forse è davvero possibile ciò che l’intuizione di don Giusto della Valle ha proposto con un obiettivo ambizioso e un miraggio necessario: una Barbiana a Rebbio.

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Alba/ Adesione alla manifestazione del 28 marzo verso la coalizione sociale

AlbaAlba è interessata al percorso per una coalizione sociale proposto dalla Fiom e parteciperà il 28 marzo alla manifestazione a Roma. All’incontro con Landini di lunedì 16 marzo a Como era presente anche Fausta Bicchierai, una delle due portavoce nazionali del movimento che a Como valuterà nei prossimi giorni come favorire la partecipazione lariana all’importante appuntamento del 28. Leggi nel seguito il comunicato.

«Alba – come tante altre associazioni e movimenti – ritiene davvero interessante il percorso di coalizione sociale che si sta prefigurando, anche attraverso l’indizione della manifestazione del 28 marzo della Fiom, alla quale Alba parteciperà portando il proprio contributo in forme e modi utili e rispettosi delle scelte dei promotori.
Nella devastazione che avanza e tutto investe, fino a strutturare nel profondo la visione del mondo e delle nostre vite, il tentativo di riconnettere la ricchezza della società frammentata e trasformata dalla crisi, anche democratica, va assolutamente sostenuto e rafforzato.
Essere in piazza, per la nascita di un percorso innovativo di costruzione di una coalizione sociale, significa avere la possibilità di ascoltare voci, bisogni, difficoltà, idee e punti di vista differenti che, pur nella loro complessità, vanno raccordati in un percorso comune in cui provare a superare le “solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme”.
E’ una proposta che va sostenuta non solo perché, in un mondo dominato dalla governance dei numeri e dei mercati, mette al centro le persone e la difesa dei loro diritti – a partire dal diritto al lavoro – ma anche perché pone come prioritari i temi della solidarietà e della partecipazione attiva – dal basso – alla vita politica, a partire da una presa d’atto che le forme consuete di connessione tra politica e società sono ormai incapaci di produrre circoli virtuosi e che è necessario innanzitutto sperimentare il nuovo e non temere di entrare in territori sconosciuti.
Non c’è solo la crisi del lavoro e della sua rappresentanza politica, ma c’è anche – meno avvertita ma non meno grave – la crisi della cultura del lavoro e della cultura della politica. E’ necessario interrogarsi anche considerando quella parte del lavoro legata alla cura e alla riproduzione delle condizioni della vita individuale e collettiva per “pensare” il lavoro con un’ottica più umana.
A questa responsabilità culturale, capace di reagire allo spiazzamento della crisi con la passione per l’innovazione, richiamava anche il nostro Manifesto fondativo.

Per questo ci mettiamo a disposizione di tutti i percorsi che abbiano come obiettivo quello di una radicale innovazione della vita democratica: dei nostri modi di stare insieme, di partecipare, di parlare tra noi, di connettere le realtà sociali e culturali che aspirano ad un’alternativa politica.

Per questo saremo a Roma il 28 marzo, per metterci al servizio insieme a tanti altri di un percorso di partecipazione che possa stimolare un pensiero e una pratica di radicale cambiamento anche delle forme della politica». [Alba]

Fausta Bicchierai portavoce nazionale di Alba

bicchieraiLa comasca Fausta Bicchierai è una delle due portavoce nazionali di Alba, il movimento impegnato per la realizzazione di un “soggetto politico nuovo”. Lo ha deciso l’assemblea nazionale del 21 e 22 febbraio a Vico Equense dove, presenti una quarantina di esponenti di Alba di Milano, Padova, Matera, Livorno, Firenze, Bari,Piacenza, Napoli, Roma, Como, Bologna, Pistoia, Parma, Novara, Acerra, Pomezia, Pozzuoli, è stato messo a punto un importante documento programmatico per la continuazione dell’attività del movimento in autonomia rispetto alle altre forze politiche. Leggi il testo del report dell’assemblea.

Altre utopie dopo i fallimenti novecenteschi

zoja pubblicoLuigi Zoja ha presentato il suo ultimo libro Utopie minimaliste il 21 giugno alla Feltrinelli di Como dialogando con una trentina di partecipanti. L’incontro è stato proposto da Territori – natura arte cultura e coordinato da Fausta Bicchierai.

Zoja è un noto psicanalista junghiano che da molti anni pubblica saggi sull’osservazione e la comprensione delle dinamiche sociali e culturali del nostro tempo, saggi caratterizzati da una documentazione precisa, vastissima e multidisciplinare. Bibliografia e sitografia, che comprendono autori, studi, rapporti di economia, sociologia, storia, filosofia, politica, occupano infatti molte pagine anche nel suo ultimo volume Utopie minimaliste [Chiare Lettere, 2013, 232 pagg, euro 13,90; disponibile anche e-book]. Un percorso di lavoro del resto coerente con la natura stessa della psicologia analitica di Jung, lo studioso della psiche collettiva e degli archetipi.

L’autore ha illustrato alcuni degli elementi e delle contraddizioni che hanno ispirato il suo lavoro: il fallimento storico, ed etico, dei massimalismi novecenteschi, che hanno rappresentato il tentativo di realizzare utopie appunto massimaliste; il vuoto di ideali condivisi della società di oggi; l’analisi di una realtà socio-economica e ambientale tanto disperante quanto scarsamente contrastata.

A partire da questi elementi, Zoja propone di considerare l’emergere di un altro tipo di utopia, irrinunciabile per chi non si rassegna a una vita passiva, che chiama appunto minimalista, e che si traduce in compito personale. In primo luogo guidato da una continua sorveglianza e comprensione di sé e del consenso che inconsapevolmente ciascuno fornisce a una dimensione sociale malata, a un’economia predatoria verso gli uomini, gli animali e l’ambiente della Terra.

Una chiamata all’assunzione di responsabilità oltre che delle proprie azioni anche del proprio pensiero e addirittura del proprio inconscio. Ha sottolineato come proprio intorno alla questione ambientale e al rapporto con le altre forme di vita della Terra, l’egocentrismo umano trova il suo limite oggettivo, rischiando l’autodistruzione, e insieme trova anche una nuova possibilità di partecipazione, composta di pensiero rinnovato e di comportamenti coerenti. A questo proposito ha richiamato i suggerimenti di altre culture, dalle costituzioni di Equador e Bolivia che contemplano i “diritti della natura” in sé, la Pacha Mama, non più oggetto ma soggetto di diritto, alle filosofie e religioni orientali che promuovono il rispetto di tutte le forme di vita.

Tra gli interventi, Mario Bianchi con un’osservazione sui gravi mali che hanno accompagnato la storia sia del cristianesimo che del comunismo, entrambi pure ispirati a ideali umanistici; Massimo Lozzi ha contribuito con un’osservazione sulla utilità e la necessità della passione per un obiettivo, considerata anche nelle teorie dello yoga e Andrea Taiana con una nota sui comportamenti collettivi autolesionistici e “illogici”, testimoniati per esempio dall’esito del referendum svizzero sul tetto alle retribuzioni dei manager.

L’incontro si è concluso con una nota positiva circa l’introversione costruttiva di una certa nuova generazione critica, che cerca identità, tempi, luoghi e condizioni di vita in controtendenza rispetto alla società dei consumi, e più coerenti con bisogni naturali. [Fausta Bicchierai per ecoinformazioni] [Foto La Feltrinelli, Como]

A Como presentata l’altra Europa

Con qualificati interventi è stata presentata anche a Como, nella mattina di venerdì 21 marzo nella sala Stemmi del Municipio, la lista L’altra Europa con Tsipras.

Può sembrare una stranezza presentare a livello locale una lista che corre alle elezioni europee, ma in realtà L’altra Europa con Tsipras ha tra i suoi obiettivi anche quello di colmare l’enorme distanza che corre tra i territori e la realtà continentale, individuando in questo una possibilità concreta di (ri)costruire un soggetto politico nuovo della sinistra.

Tsipras01

È con questi intenti che si è costituito il comitato Como per Tsipras che – come ha sintetizzato Fausta Bicchierai nel suo sintetico intervento introduttivo – lavora già da qualche settimana «con armonia ed efficacia»; il primo improbo lavoro che il gruppo ha di fronte è quello della raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista che una legge particolarmente punitiva nei confronti delle formazioni non presenti in parlamento fissa in 150.000 a livello nazionale, 30.000 per ogni collegio e almeno 3.000 per ogni regione (anche quelle più piccole), firme da raccogliere entro il 15 aprile. A Como nei primi giorni di raccolta sono già circa cinquecento le persone che hanno firmato:  risultato considerato incoraggiante, ma che non può in alcun modo comportare un rallentamento dello sforzo. Il lavoro della ricerca delle persone da coinvolgere nella sottoscrizione della lista, del resto – come è stato sottolineato –  è già un primo momento della campagna elettorale, un’occasione per comunicare i caratteri distintivi della lista L’altra Europa con Tsipras e per diffonderne i temi principali di intervento.

Tsipras-GuidoViale

Guido Viale, uno dei promotori della lista, ha puntualizzato che le diverse realtà raccolte intorno alla lista si schierano con ogni evidenza per l’Europa, consapevoli del fatto che fuori dell’Europa non c’è possibilità di futuro, ma che l’Europa deve diventare qualcosa di profondamente diverso, mettendo al centro i temi del sociale, del lavoro, del welfare. Proprio per questo è stato scelto come candidato presidente della commissione europea – la cui indicazione preliminare è diventata obbligatoria – Alexis Tsipras: la sua formazione politica Syriza si è fattivamente opposta alla politica di austerity che sta conducendo al baratro una parte consistente d’Europa, facendo pagare la crisi ai settori più deboli della popolazione. Syriza, inoltre, è stata protagonista in Grecia di un processo di riunificazione della sinistra che ha riportato in primo piano il patrimonio di valori e di pratiche antiliberiste, ed è in questo un modello per quelle situazioni nazionali, come l’Italia, dove invece il processo di frammentazione dei movimenti di sinistra sembra inarrestabile.

Tsipras-DanielaPadoan

A una riflessione approfondita sul ruolo dell’Europa in rapporto ai valori – tanto quelli dominanti quanto quelli da riscoprire – ha invitato Daniela Padoan, una delle candidate della lista nel collegio del nord-ovest di cui fa parte anche Como. Scrittrice e saggista, da anni si occupa di razzismo e totalitarismo, con particolare attenzione alle testimonianze di resistenza femminile, ed è quindi con cognizione di causa che ha ricordato come l’Europa nasca dalle ceneri di un progetto totalitario che ha profondamente segnato la prima metà del Novecento; razzismo e xenofobia – che proprio con le prossime elezioni rischiano di guadagnare consensi – non sono fenomeni occasionali, schegge impazzite dell’orizzonte culturale europeo, ma, anzi, trovano elementi costitutivi all’interno degli stessi momenti fondativi della “ragione” dell’Europa: per esempio illuminismo e polis greca. Razzismo e xenofobia sono fenomeni in costante evoluzione e, proprio nel momento in cui la ricerca scientifica ha smontato l’idea stessa di razza, diventano strumento di oppressione dei settori deboli delle popolazioni, dei diversi, dei “poveri”. È per questo che l’azione politica deve rimettere in campo la ricerca di una solidarietà vera.

Tsipras-DomenicoFniguerra

Domenico Finiguerra, pure candidato nel collegio del nord ovest, come sindaco di Cassinetta di Lugagnano in provincia di Milano si è impegnato per fermare il consumo del territorio ed è stato molto attivo nelle campagne per la difesa del paesaggio e dei beni comuni, a partire dall’acqua. Proprio ragionando sulle esigenze concreti dei tanti territori che compongono l’Europa, ha evidenziato come le prossime elezioni europee abbiano un altissimo valore politico, poiché senza un radicale cambiamento a livello europeo non è possibile immaginare un’inversione di politica a livello locale. I “vincoli europei”, il patto di stabilità, comportano per i territori, per i piccoli comuni, una moltiplicazione di cattive pratiche, costretti come sono a scontrarsi ogni giorno con l’impossibilità di investire per progetti a lunga scadenza o viceversa a dover inventare modi di fare cassa (il che quasi sempre significa monetizzare la qualità della vita). È quindi fondamentare tornare a ragionare nei termini della conversione ecologica promossa da Alexander Langer: nel cambio di paradigma di vita e di governo risiedono, oltre tutto, enormi opportunità di sviluppo e di lavoro.

Anche così sintetizzati, i temi su cui lavorare sono enormi, ma nella lista L’altra Europa con Tsipras, e anche nel comitato di Como, l’ottimismo sembra regnare sovrano: il lavoro da fare è enorme ma le energie si possono trovare.

Intanto prosegue il lavoro di raccolta delle firme, coniugato con approfondimenti tematici. Nei prossimi giorni, tra i molti banchetti, si segnalano l’assemblea alla sala convegni CNA con Alfredo Somoza e Nicoletta Pirotta il 26 marzo, la presentazione del libro di Paul Ginsborg Famiglia Novecento alla Circoscrizione 7 di via Collegio dei Dottori con la partecipazione anche di Silvana Cesani, e il 1° aprile allo Spazio Gloria l’incontro con Giuliana Sgrena per la presentazione del suo libro Rivoluzioni violate, insieme con Edda Pando e Celeste Grossi.

Nel sottolineare l’importanza di questi appuntamenti, il comitato Como per Tsipras ricorda anche che è possibile firmare per la presentazione delle liste anche direttamente presso i comuni. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Viale, Tsipras e cento altri/ e

viale

Le introduzioni di Fausta Bicchierai e di Massimo Lozzi per il Comitato comasco per Tsipras hanno aperto l’incontro con Guido Viale coordinato dal redattore di ecoinformazioni  Luca Frosini. Già on line su ecoinformazioni l’intervista a Viale di Luca Frosini e presto on line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa che ha richiamato venerdì 21 febbraio un centinaio di persone alla Circoscrizione 1 di Como Albate. L’incontro ha richiamato un pubblico di sinistra in buona parte costituito da firmatari dell’Appello che in provincia di Como sono già quasi duecento; presenti anche alcuni giovani, i consiglieri comunali di Paco-Sel Luigi Nessi e di Amo la mia città Marco Servettini ed il fondatore dell’Arci di Como Tonino Lozzi.

Viale ha illustrato il programma di Tsipras evidenziandone gli aspetti di profonda alterità dalle politiche europee fortemente guidate dal potere finanziario. Sorprendente la proposta di Viale di puntare sui movimenti per il sostegno all’iniziativa, grande il risalto dato agli aspetti di democrazia che l’avventura della lista Tsipras ritiene fondativa dell’azione politica. A questo proposito però sono rimaste inevase le domande che chiedevano chi saranno le persone incaricate di scegliere tra le candidature proposte mentre è stata giustificata la scelta di non utilizzare né assemblee né tantomeno le tutt’altro che democratiche modalità di consultazione on line. Ed è proprio a proposito dell’unica consultazione svolta, quella sul simbolo, discussa per la mancanza della parola sinistra in tutte le bozze sottoposte a referendum, che Viale ha confermato la sua grande distanza dai partiti in particolare il Prc che pure con tutta probabilità sosterrà l’iniziativa per Tsipras, fortemente criticato dal garante della lista per l’azione svolta nell’avventura di Rivoluzione civile con Ingroia. Grande la soddisfazione dei presenti per la competenza del relatore, per la scelta di puntare sull’Europa superando ristrette prospettive nazionali, ma grande anche la preoccupazione per la difficoltà di superamento del primo passo da compiere che è raccogliere in provincia di Como mille firme certificate. Tra le notizie emerse nell’incontro le possibili candidature di due garanti Camilleri e Spinelli e quella di Moni Ovadia che corrisponderebbero alla scelta, definita prioritaria, di puntare su personalità molto conosciute e stimate. Non è affatto detto però che tali candidati di richiamo  se eletti davvero saranno parlamentari europei. In particolare Camilleri e Ovadia accetterebbero la candidatura solo a condizione di poter rinunciare se eletti. [Gianpaolo Rosso, econformazioni]

 

Viale per Tsipras/ Un’altra Europa è possibile

Laltra-europa-con-TsiprasRilanciamo, dalla mailing list  Democrazia economica di Luca Michelini, l’intervento di Fausta Bicchierai tra le attiviste comasche della lista L’altra Europa con Tsipras, un invito alla partecipazione all’incontro con Guido Viale di venerdì 21 febbraio, alle 20.45 al Centro Civico Cascina Massée in via S. Antonino 2 a Como-Albate.

«È nata la lista di cittadinanza autonoma L’altra Europa con Tsipras. È nata nel silenzio tombale dell’informazione mainstream che si guarda bene dal darne notizie intelleggibili ai suoi lettori, silenzio paradossale se si considera tra l’altro che i promotori e i firmatari sono pubblicisti di fama, regolarmente ospitati. Valga per tutti l’esempio di Repubblica e di Barbara Spinelli, promotrice, o Maltese, Freccero, Serra, che hanno aderito all’appello L’Europa al bivio, piattaforma iniziale per la costruzione del progetto.

D’altra parte, nell’informazione minoritaria e on line, come nell’ambito della sinistra radicale, il progetto lista per Tsipras ha avuto ampia risonanza, suscitato dibattito (e polemiche prevalentemente di stampo identitario), diventando anche occasione rinnovata per un flusso di analisi, studi e notizie circa la UE e le sue politiche, i trattati, l’assetto istituzionale, che contribuiscono a chiarire la fisionomia dell’Europa e la relazione tra le dinamiche politiche ed economiche e il nostro vivere quotidiano. Insomma quello che tutti dovremmo sapere.

Non a caso nel nostro paese nasce una proposta di lista di cittadinanza per le elezioni europee del 25 maggio prossimo e non a caso si rifà alla leadership di Alexis Tsipras.

Siamo stretti tra una legge elettorale incostituzionale e la prospettiva di una nuova legge equivalente. Provati da un processo di svuotamento degli istituti della democrazia a partire da quello parlamentare. Inchiodati nella scelta tra programmi che confluiscono concretamente nelle larghe intese e nell’accettazione completa dell’orientamento di politica economica della Ue da una parte, e un’opposizione 5stelle che combatte sì duramente all’opposizione ma non fa tentativi per costruire e che per di più dell’Europa si disinteressa, dall’altra.

Per chi pensano di votare le cittadine e i cittadini italiani? Infatti non votano. La tendenza all’astensione è stata confermata appena ieri dalle percentuali delle votazioni sarde.

Se all’esperienza diretta dell’inefficacia del voto si aggiunge l’opacità dell’informazione che con diverse sfumature dà per fenomeno inevitabile l’esistente (e quindi la disoccupazione, l’aumento della concentrazione della ricchezza, l’allargarsi delle condizioni di povertà assoluta e relativa… ) e per inevitabile la terapia dell’austerity (solennemente avallata dai messaggi del capo dello stato e dai titoli impudichi su “lacrime e sangue” che tutti ricordiamo), una specie di castigo divino per lo spreco che ha accompagnato le politiche di welfare, la rassegnazione all’impotenza è una condizione consapevolmente o inconsapevolmente accettata dai più. Che è come dire: abbiamo perso di fatto il diritto di voto, inutile provarci.

Che cos’ha di nuovo la lista Tsipras? Ecco per prima cosa, condividendo personalmente la percezione dell’impotenza, direi proprio questo: restituisce un senso al diritto di voto.

Su tre piani.

1) Il programma Della dichiarazione programmatica di Alexis Tsipras, candidato per la Sinistra Europea, mi piacerebbe segnalare le tre priorità della premessa.

La prima Porre fine all’austerità e alla crisi, declinata poi nei 10 punti programmatici, che prendono come riferimento una politica economica possibile e necessaria in alternativa all’orientamento neoliberistico attuale che non è certo l’unico possibile, a dispetto di una propaganda monocorde e spesso incompetente.

La seconda Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione, che riconosce la centralità della questione ambientale come criterio orientante anche per la pianificazione macroeconomica e segnala le più che inquietanti prospettive del patto transatlantico (USA-UE) in costruzione mediante trattative secretate.

La terza Riformare le politiche dell’immigrazione in Europa, che contiene sia un significativo richiamo culturale e sociale alla solidarietà e l’indicazione delle misure necessarie per realizzarla sia l’obiettivo della riconquista (o conquista, data anche l’imperfezione degli istituti di un’Unione nata in prima istanza come mercato comune) della democrazia parlamentare, e quindi, in ultima analisi, di una gestione “politica” della UE.

Cito per la semplicità e chiarezza una parte della sintesi finale del programma.

“Dobbiamo alterare l’equilibrio del potere politico, per poter cambiare l’Europa. Il neo-liberismo non è un fenomeno naturale, né è qualcosa di invincibile. È solo il prodotto di scelte politiche in un particolare equilibrio storico di forze. Deve la sua longevità alle politiche degli anni ’90 che hanno favorito i principi neo-liberisti e contemporaneamente una progressiva deriva verso destra. Per molti europei, i pincipii socialdemocratici sembrano l’eco di un’era passata. Il disagio sociale provocato dalla crisi e lo scetticismo dell’elettorato verso la politica hanno condotto la loro strategia ad uno stallo. I socialdemocratici non possono permettersi di perdere tempo. Qui ed ora, devono fare uno storico passo in avanti per ridefinirsi nella percezione e nella coscienza pubblica come una forza della sinistra democratica, in opposizione al neo-liberismo e alle fallimentari politiche del Partito Popolare Europeo e dell’Alleanza Liberale. O, come è stato accuratamente detto, diventando una forza politica “disposta ad essere tanto radicale quanto la stessa realtà”.

L’Europa è arrivata ad un bivio critico. Nelle elezioni europee del 25 maggio, due chiare alternative per il presente ed il futuro sono sul tavolo: o rimaniamo immobili con i conservatori e i liberisti, o ci muoviamo avanti con la Sinistra Europea. O acconsentiamo allo status quo neo-liberista – fingendo che la crisi si possa risolvere con le stesse politiche che l’hanno causata – o guardiamo al futuro rappresentato dalla sinistra europea.”

Un voto quindi per obiettivi necessari e possibili.

2) Il mercato Il mercato, a dispetto di quanto viene propagandato, non è libero ma dominato dalle grandi corporation che con la finanza globale dettano legge. Ma come possono farlo? Possono farlo, in Europa ad esempio, anche e soprattutto grazie al processo di liberalizzazione finanziaria (la deregulation, termine improprio perché realizzata con migliaia di “regole”), un processo articolato in provvedimenti normativi emanati dai singoli Stati europei e dall’Unione. Come dire che gli organismi di governo nazionali e la governance europea hanno consegnato a mercato e finanza una parte fondamentale del potere di cui sono ora forti e, per quello che riguarda la finanza, addirittura le condizioni per esistere nella sua attuale forma ipertrofica.

Così come la concentrazione delle ricchezze e l’impoverimento diffuso hanno molto a che vedere con il processo di detassazione di patrimoni e alti redditi scatenato in Europa e Usa negli ultimi decenni del secolo scorso.

Tutti interventi istituzionali, di istituzioni soggette all’espressione del voto dei propri cittadini/e.

Il voto è necessario e utile se, sostenendo un programma pensato per i bisogni e la vita di tutti e non per l’interesse di pochi, vuole restituire alle istituzioni corretti obiettivi per il proprio ruolo normativo.

3) L’Europa In Europa oggi si gioca moltissimo della partita politica e sociale, tanto più nel momento in cui contare nel proprio Paese attraverso il voto è diventato altamente improbabile. Votare alle elezioni europee, dunque, significa dare efficacia al proprio voto.

Quella che molti definiscono l’avventura della lista italiana per Tsipras è un’opportunità.

Ed è anche un percorso e una sperimentazione.

La dignità intellettuale e la competenza dei promotori è, mi sembra, fuori discussione e l’appello lanciato per la lista che ha ora il nome ufficiale L’altra Europa per Tsipras ha preso atto dell’impossibilità di una sinistra radicale italiana frantumata e impopolare, nel senso letterale del termine, di coinvolgere in una riflessione comune e senza pregiudizio identitario l’elettorato astensionista nelle sue diverse possibili motivazioni. L’ha invitata, nel contempo, ad essere partecipe del progetto a patto di una reale collaborazione e apertura e di un reale e significativo passo indietro (necessario per poter compiere passi avanti: è la sintesi di Tsipras stesso, che ripropone nella dimensione europea l’esperienza di ritrovata collaborazione delle sinistre nella Syriza greca). Come detto la polemica su questo non manca. In ogni caso la lista non accetterà candidature di esponenti di primo piano dei partiti, né di persone che abbiano ricoperto ruolo di parlamentari o di consiglieri regionali negli ultimi dieci anni.

Sottolineerei al proposito la necessità di rivolgersi e comprendere nel proprio percorso le aree di popolazione massacrate da questa crisi e dalle ricette anticrisi, che sono tanto più ampie della percentuale ristretta di elettori tradizionali della sinistra radicale.

L’ammissione della lista alla scheda elettorale del 25 maggio comporta la raccolta di 150.000 firme, come da normativa, entro il 15 aprile e la scommessa di una campagna elettorale (anche in contemporanea alla raccolta) che si prospetta appunto nel silenzio dei grandi media.

Quella che si sta muovendo è quindi davvero e paradossalmente una dimensione popolare e trasversale, che si articola in comitati territoriali di sostegno alla lista. Come quello nato a Como. Un’impresa difficile, ma speriamo non impossibile, arrivare alla scheda elettorale e raccogliere i voti sufficienti per eleggere uno o più rappresentanti. Ma l’effetto riflessione comune, discussione, attivazione di scambi e socialità mirata è un’esperienza di valore ed è possibile che consenta un lavoro efficace e, forse, un successo.

Un’ultima notazione. Non credo che sfugga il valore simbolico della candidatura di Alexis Tsipras, greco, leader di una risposta coraggiosa, solidale, resistente, unitaria nella Grecia sconvolta dalle misure anticrisi somministrate dalla UE.

Il Comitato territoriale Como per Tsipras ospita Guido Viale, un promotore e garante della lista (con Camilleri, Florers D’Arcais, Gallino, Revelli e Spinelli), con particolare entusiasmo, per l’interesse dei suoi studi e saggi, negli ultimi anni orientati a sottolineare una connessione necessaria tra ambiente-giustizia sociale-economia di territorio, connessione che riflette tra l’altro la realtà di un impegno diffuso e attivo per associazioni e organismi della società civile.

Particolarmente attivo anche nella difficile organizzazione per l’affermazione de L’altra Europa con Tsipras, presenterà contenuti e modalità di questo progetto e ne discuterà con il pubblico.[Fausta Bicchierai, dalla mailing list di Democrazia economica]

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