
Sovvertendo l’ordine renziano delle cose l’incontro ha come titolo: Che lèngua! Che lingua, dai fatti alle parole. Serata di poesie lette dagli autori.
Già! La poesia non come evanescente e compiaciuto gioco letterario, ma come espressione corposa di cose, di fatti, di vita. Con la lingua (lèngua) che se ne fa strumento avveduto, misurato, consapevole. E può essere l’italiano (per entrambi i poeti), può essere il dialetto comasco (per il laghée Trombetta che non arretra neppure di fronte a quello veneto o al latino!).
Vito e Massimo (e Bruno) ci raccontano del loro incontro con la poesia (che è lei a sceglierti….), delle prime pubblicazioni, della consacrazione. Entrambi legati a queste terre. Daviddi è nato a Firenze ma è milanese di adozione, di formazione e di memorie. Oggi vive a Mendrisio, in Ticino. Il solo titolo dell’ultima importante e premiata raccolta, Il silenzio degli operai, rinvia a esperienze umane e sociali tipiche del nostro contesto industriale. Una sua poesia non potrebbe essere più meneghina: La Rinascente. Trombetta nasce, cresce e vive dentro quei monti sorgenti dall’acque che lo permeano nell’intimo. Dichiara di avere maestri (Porta, Pasolini, Loi) ma non è disponibile a farsi suddito. Da qui quella freschezza che avverti nei suoi versi.
Una gradevole serata, dicevo. E non tanto e non solo per il rustico menù offerto ai commensali, quanto per il clima di simpatia che gli affabili ospiti hanno saputo creare. Già i poeti! E’ gente che non se la tira … , sì ma quando son poeti veri ….
L’auspicio di tanti amici della storica Cooperativa Moltrasina è che questa antica istituzione possa continuare a lungo a riservare ai propri affezionati frequentatori la sua calda atmosfera familiare. Un grazie anche al suo generoso Presidente, Franco Gerosa. [Bruno Saladino per ecoinformazioni]

