
La reazione dell’Ance per bocca del presidente Luca Guffanti non considera che, nel caso in cui il consiglio comunale decidesse l’applicazione della Tasi maggiorata sugli appartamenti destinati alla vendita e in ogni caso non concessi in locazione, i costruttori avrebbero due modi molto semplici per non pagarla: venderli o affittarli a un prezzo più contenuto, dando risposta a un ampio bisogno inevaso e ponendo termine a uno spreco indecente di territorio.
La tesi che le imprese hanno costruito per mantenere in vita le proprie aziende e non licenziare i lavoratori è singolare: se gli immobili sono già costruiti, non vi sono più lavoratori dipendenti né artigiani addetti alla loro costruzione e il mantenimento degli organici e delle attività indotte può essere legato soltanto a interventi di manutenzione e riqualificazione edilizia su altri immobili già esistenti. L’impressione che si trae dalla risposta dell’Ance è che questi imprenditori preferiscano mantenere gli immobili vuoti e destinati al degrado piuttosto che diminuire le loro aspettative di profitto, nella speranza che in un futuro la crisi generale si risolva e che i prezzi di vendita possano essere mantenuti ai livelli attuali: ipotesi che appare sempre più illusoria.
Paco-Sel ritiene che, in una fase di difficoltà economica generale, sia logico applicare poche centinaia di euro per appartamento alla Tasi sugli immobili invenduti, nel momento in cui le esenzioni e agevolazioni sulla stessa Tasi ne modulano l’applicazione, tenendo conto in primo luogo della rendita catastale e di altri parametri meritevoli di attenzione: non si è in questo caso di fronte ad un aumento indiscriminato della tassazione».[Paco-Sel]
