Ancora sulle aliquote

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta quasi tutti gli emendamenti, approvati solo un paio. Uno di parte della maggioranza, modificato, e due dell’opposizione.

 

Bocciate quasi tutte le proposte delle minoranze alla proposta di delibera presentata in aula nel Consiglio comunale di Como di martedì 15 luglio, ripreso sulle aliquote delle imposte comunali. Non sono passate, tra le altre, le proposte di Laura Bordoli, Ncd, per l’esenzione Imu per le seconde case date in comodato a parenti stretti, «come ha fatto il Comune di Albavilla» ha sottolineato Anna Veronelli, Fi, o di una contribuzione per la Tasi degli affittuari, troppo macchinoso per il sindaco Mario Lucini intraprendere una operazione che vedrebbe poi il singolo cittadino dover poi versare importi minimi. Bocciata anche la proposta di Marco Butti, Gruppo misto, per una aumento dell’Imu sulle seconde case il cui introito sarebbe stato propedeutico alla sistematizzazione di nuovi scaglioni Irpef, una proposta che ha raccolto il solo sostegno di Gioacchino Favara, Pd, e del Movimento 5 stelle, astenuti Paco-Sel, Lega e Veronelli, contrari il resto di maggioranza e opposizione. Bocciate le proposte della Lega per riduzioni della Tasi a chi venga ricoverato in casa di riposo, bocciatura che a fatto adirare Diego Peverelli, o si sia separato: «Rientrano già, una a norma di legge e l’altra perché l’abbiamo deciso noi, nell’esclusione del pagamento dell’Imu sulla prima casa – ha spiegato il sindaco –, non si capisce perché raddoppiare le agevolazioni a queste particolari fattispecie».

Sono passate invece le proposte di Butti per un aumento dell’aliquota per istituti di credito, banche e grandi supermercati (l’emendamento 3), di Ada Mantovani, Adesso Como, di sconto per quegli immobili ceduti con contratto di comodato a titolo gratuito al Comune di Como per nuclei familiari in difficoltà (l’emendamento 7), e quella di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, per un aumento della Tasi sulle case invendute: «Che dovrà servire ad elevare l’esenzione all’Irpef per le fasce più deboli». Un emendamento che la maggioranza ha accolto solo dopo un subemendamento, presentato da Italo Nessi, Como civica, che ha ridotto l’importo della maggiorazione «dal 2,5 per mille a 1,5 per mille». Una proposta che ha fatto superare la titubanza iniziale del primo cittadino «ritengo si debba avere attenzione per quella fetta del mondo dell’economia, l’edilizia, che più di tutti è in sofferenza per la crisi» ha dichiarato aggiungendo poi che con la modifica al ribasso l’imposta ha un peso sostenibile (l’emendamento 8). Alla mezzanotte mancavano ancora da discutere un emendamento e un ordine del giorno che verranno trattati, con le dichiarazioni di voto e voto finale, giovedì 17 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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