La mobilitazione, alla quale si annuncia l’adesione di altre forze politiche e associazioni, fa parte di una mobilitazione nazionale [#lostessosi] che cerca di realizzare finalmente il riconoscimento di fondamentali diritti purtroppo ancora non garantiti né nazionalmente, nonostante il centrosinistra abbia su questo, in teoria, la maggioranza in Parlamento, né localmente dove non è stato realizzato neppure un intervento parziale e simbolico come avvenuto in tante altre città amministrate dal centrosinistra dove da tempo è stato istituito il Registro delle unioni civili. A Como la soluzione adottata è stata invece, dopo una aspro confronto in Consiglio comunale nel quale la maggioranza si è divisa, di mediazione per evitare di scontentare la parte più reazionaria della città che seppur minoritaria chiude ogni spazio all’innovazione civile e ha imposto una via non sufficiente a garantire la piena parità di tutti i cittadini. La scelta oggi dei Giovani del Pd fa quindi ben sperare sulla possibilità di riportare anche la città di Como in Europa dal punto di vista dei diritti d’amore.
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