
«L’attacco del PD cittadino al “Comitato comasco per la democrazia costituzionale” di cui questo Comitato fa parte sin dalla fondazione risulta intollerabile.
L’attacco alla Costituzione antifascista e all’equilibrio dei poteri che questa garantiva attraverso la “deforma” Costituzionale Boschi-Verdini combinata con la nuova legge elettorale del “porcellinum” porterebbero questo paese a modificare la forma di stato in maniera surrettizia attraverso un premier “uomo solo al comando” che potrebbe controllare l’unica Camera rimasta attraverso i “suoi” deputati conquistati nei 15 giorni di ballottaggio televisivo. Si finirà quindi con eleggere il governo anziché il parlamento in un’elezione parlamentare grazie ad un premio abnorme dato ad una lista che al primo turno potrebbe anche prendere meno di 1/3 dei voti: un mostro che non esiste in alcun paese al mondo.
Tutto questo unito a deputati sostanzialmente nominati che dovranno rispondere ai segretari dei partiti divenendo meno indipendenti (alla faccia del divieto di mandato imperativo), al Senato del dopolavoro dei consiglieri regionali con l’immunità (la peggiore classe politica del paese), al sostanziale assoggettamento degli organi di garanzia al governo, al neocentralismo che deriva dal taglio dei poteri delle regioni e dall’assurda abolizione delle province (dopo il disastro di questi anni di “riforma”), ci porta a ritenere inaccettabile questa distorsione istituzionale e a partecipare fortemente alla campagna per il NO.
Esprimiamo poi piena solidarietà agli amici di Paco-Sel con i quali condividiamo questo doppio percorso referendario e ai quali siamo vicini in questa fase nel difficile impegno di amministrare la città di Como. Purtroppo si capisce quanto i modelli e i metodi già praticati a livello nazionale, proprio quelli che si vogliono fissare in Costituzione, siano già affermati a livello locale e non permettano una proficua conduzione della coalizione che governa la città». [Il comitato Como Possibile Margherita Hack]

