In provincia di Como era iniziato un percorso di costruzione di un soggetto a cui sarebbe stato affidato il servizio idrico, Como Acqua srl, che è rimasto una scatola vuota e non è divenuto operativo, (come più volte denunciato dal Comitato comasco per l’acqua pubblica). Nei giorni scorsi le scelte dei comuni di Como, Erba e Cantù e poi la proroga di fatto concordata tra Amministrazione provinciale e Comune di Como hanno fatto slittare la decisione di avviare i lavori dell’ente di gestione. Noi esprimiamo la nostra preoccupazione sia per il rischio che il servizio idrico venga messo a bando sia per la sorte dei lavoratori delle diverse società che si occupano di questo bene. Ricordiamo che il Comune di Como ha votato due volte (con la giunta Bruni e con la giunta Lucini) per l’affidamento in house e ha collaborato attivamente per la stesura dello statuto della società Como Acqua. Non vorremmo quindi che dietro i rinvii e i dubbi, taluni legittimi, vi sia il disegno di affidare ai privati la gestione di questo servizio o l’assalto alla dirigenza dei beni che devono essere affidati a Como Acqua». [Marco Lorenzini, coordinatore provinciale Sinistra italiana Como]
Sinistra italiana/ Acqua bene comune e pubblico

