
Concordi con le associazioni e con le iniziative organizzate per i giorni 23 e 24 dicembre dalla rete Como senza frontiere e da altri, conveniamo sul fatto che l’ordinanza arreca una profonda ferita ai principi di sussidiarietà e solidarietà costituzionalmente garantiti, controperando anche – in prospettiva – rispetto all’impegno profuso quotidianamente in ogni altra città italiana per contenere e combattere la povertà e lo stigma sociale.
Ci uniamo quindi a chi chiede al Consiglio comunale di Como e alle forze politiche cittadine, a quelle sindacali e al Terzo settore, e alla cittadinanza tutta, di condannare questa ordinanza e al sindaco Mario Landriscina di ritirarla. Accogliamo perciò favorevolmente il ricorso al Presidente della Repubblica attualmente in preparazione». [Filippo Maria Paladini, Gianfranco Ragona, Giovanni Semi, Sandro Busso, Manuela Dellavalle, Cristopher Cepernich, Adriano Favole, Dario Padovan, Antonella Meo, Manuela Olagnero, Roberto Scalon, Franco Prina (Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino)].
