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Civitas/ Ordinanza sul decoro illegittima e non “urgente”, avviata procedura di ricorso

2017-12-30 11.49.24 2.jpg«La scelta di fare ricorso all’ordinanza sul decoro urbano firmata dal sindaco Landriscina non è di carattere “politico”, ma è piuttosto un’applicazione del principio di cittadinanza che sta alla base del progetto Civitas» ha chiarito Bruno Magatti nella conferenza stampa di sabato 30 dicembre a Palazzo Cernezzi. In questa occasione, i rappresentanti dell’associazione Civitas – progetto città hanno confermato di aver presentato ricorso al Tar  – in data venerdì 29 dicembre – circa l’ordinanza n°74 [Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano] in vigore da venerdì 15 dicembre fino a martedì 30 gennaio.

Come è noto, il provvedimento in questione fa riferimento alla legge n°48 del 18 aprile 2017, firmata dai ministri Andrea Orlando e Marco Minniti. Nel suo genere, l’ordinanza non rappresenta un caso isolato: altre amministrazioni locali, di destra o di sinistra, ne hanno varate di analoghe, diverse delle quali sono state contestate davanti al Tar. Tuttavia, «Nello specifico caso comasco, sussiste  un’illegittimità di fondo rispetto a leggi fondamentali dell’ordinamento nazionale, europeo e perfino internazionale: la Costituzione (artt. 2, 3, 10), la Cedu e la Carta dei diritti fondamentali dell’Onu» ha puntualizzato Francesco Viceconte, dottore in giurisprudenza di base a Milano, che insieme alla collega Ilaria Rudisi e all’avvocata Damiana D’Errico (depositaria dell’istanza, sottoscritta anche da Eva Cariboni come consigliera di Civitas e da Guido Rovi come parte civile) si è interessato al caso, offrendo a Civitas una consulenza legale pro bono nella procedura d’inoltro del ricorso, la cui procedura seguirà due fasi: una valutazione di fattibilità da parte del giudice amministrativo e quindi, venerdì 12 gennaio, una valutazione collegiale dalla Camera di consiglio. Per sostenere i costi dell’istanza, di circa 700 euro, D’Errico, Rudisi e Viceconte hanno lanciato su Produzionidalbasso.com l’iniziativa di crowdfunding Decoro è restare umani: Como si oppone all’ordinanza (a offerta libera), le cui eccedenze saranno devolute ad associazioni comasche attive nel sociale e nel contrasto alla marginalità. Tale iniziativa si aggiunge alla petizione che Civitas ha lanciato su Change.org, che invita la Polizia locale a fare obiezione di coscienza rispetto alle prescrizioni dell’ordinanza e che ha raccolto, finora, più di 1600 firme.

«Riteniamo importante che sia la cittadinanza, e non pochi singoli, a opporsi a un’ordinanza che contrasta palesemente il principio di solidarietà politica, economica e sociale sancito dall’articolo 2 della Costituzione» hanno affermato Bruno Magatti e Luca Venneri. E proprio la Costituzione è bersaglio di attacchi e provocazioni sempre più frequenti, così come è sempre più diffusa una retorica viscerale, orientata agli eccessi emotivi, non altrettanto alla ragione di cittadini e cittadine: da cui l’urgenza di riflessioni competenti, condotte a livello politico e anche giuridico (oltre che civile). Questo comporta anche un esercizio di correttezza lessicale, dentro e fuori dal recinto burocratico: « L’ordinanza attualmente in vigore è classificata come urgente, eppure non sussiste, tecnicamente, alcuna condizione di “urgenza”», chiarisce Viceconte. Peraltro, oltre che deleteria (e semanticamente disonesta, perciò illegittima), l’ordinanza del Comune di Como si mostra perfino inutile nell’eliminare [o, quantomeno, censurare] – non la marginalità, e chi ne trae vantaggio, ma gli stessi emarginati, come rimarcano i rappresentanti di Civitas, che concludono: « La sicurezza di una comunità non è correlata alla disponibilità di forza dell’ordine e sistemi di difesa, ma alla qualità della situazione sociale. In una fase critica come è questa, localmente e a livello nazionale, ci sentiamo chiamati a rispondere in tal senso». [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Leggi il comunicato stampa dell’associazione Civitas – progetto città

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