
Ma il giorno dopo l’autunno è iniziato e con esso pioggia e freddo.
Gli intervistati di Como bleus erano in maniche di camicia, il film è stato girato in pieno sole. Ieri, oggi, invece, è autunno, fa freddo, piove e sulle locandine del quotidiano locale si legge a chiare lettere: «siamo pronti allo sgombero dell’ex sanatorio». Ci saranno quindi altre persone poi per strada.
Che fare? Occorre davvero una “rivolta” civica e civile: non forconi, ma la gente presente al Sociale, dovrebbe “assalire” i nostri amministratori, chiedendo a gran voce un nuovo dormitorio, in modo che nessuno dorma fuori per strada.
Como è stata accogliente, lo può essere ancora.
Mi chiedo sempre come facciamo noi a dormire sonni tranquilli, quando sappiamo che ci sono tante persone che dormono per strada, all’aperto, sotto i portici.
Venerdi sera erano presenti consiglieri comunali di diversi schieramenti. Ricordo loro che il primo dormitorio venne aperto grazie all’impegno di don Battista Galli, di Flavio Bogani, un po’ mio, ma anche grazie a Rocco Belmonte e all’allora assessore ai Servizi sociali Paolo Mascetti.
Persone di diverse idee e di diverso pensiero, ma con il comune obiettivo di essere attenti alle persone, ai loro bisogni.
Perché non ripetere oggi quell’operazione? [Luigi Nessi]

