Luigi Nessi/ Di freddo si muore

Tanti stanno segnalando e si stanno preoccupando per le temperature che stanno scendendo e faranno tornare a Como un freddo “polare”. Ciò preoccupa tutti e  condizionerà la vita di ciascuno: Il freddo entra a tutti nelle ossa e rende la vita meno bella. Già c’è la tristezza causata dalle restrizioni del covid, ci mancava anche il freddo…

Pensiamo alle persone senza dimora. Il portico dell’ex chiesa di San Francesco è vuoto – cosa positiva – sperando peròc he tutti abbiano un posto in un dormitorio. Qualcuno, per scelta o per necessità, dorme invece in qualche altro angolo della città.

Ma un problema c’è e permane per tutti, anche per chi riesce a trovare un posto per la notte: dove andare quando si esce dal dormitorio? dove fermarsi quando si ha il sacchetto con il pasto e la cena da consumare?

Farà freddo e, con questo clima, girovagare per la città per ore è insostenibile. Se si è fortunati si trova qualche chiesa aperta, e lì c’è un po’ di ristoro.

Occorre invece, e questo è l’invito che rinnoviamo nuovamente al primo cittadino,  aprire in tutti questi freddi giorni centri diurni dove queste persone possano trovare un rifugio accogliente, caldo, qualche libro, animatori, una tv, amicizia, una tazza di tè, cose normali per tutti noi, ma difficili per loro.

Questo per far sì che si superi il gelo climatico e quel gelo civico che,  nonostante le tante positività della nostra città, purtroppo permane.

Quindi aprire spazi. A Como ce ne sono tanti  per evitare che qualcuno muoia del freddo polare che si annuncia. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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