
Come tutte le istituzioni totali il manicomio era fondato sull’operazione del classificare, cioè sulla pretesa di mettere in ordine le menti e le anime dentro categorie fatalmente arbitrarie, per separare la normalità dalla deviazione, una stirpe dall’altra, un popolo dall’altro. Gli autori provano a dimostrare, nel linguaggio della pittura e della musica,chela parola normalità è estremamente ambigua e che il classificare è un’operazione umana altamente rischiosa. La scena video è animata da una sequenza di tavole grafiche, rielaborazioni di oltre 500 dipinti, mirabili e disperati tentativi dei grandi maestri di comprendere il volto e l’anima di una donna.Nessuna donna è compiutamente qualcuna di queste, anche se lo è un po’. Ogni donna è molte donne. È impossibile dipingere una donna.
Le musiche originali percorrono una via parallela, raccontando frammenti della maledizione classificatoria che cancellò le donne del San Martino.
Trammammuro è un’esperienza creativa tra amici appassionati di musica. Costruisce progetti di comunicazione – suoni, parole e immagini – intorno al tema della “metamorfosi urbana” (Street art, Storie di noi, Atlante occidentale, Che Cosia è), al rapporto tra natura, musica e arti visive (Concerto volatile, Das Konzert, Infinito dispari, Le storie storte) e in generale a temi sociali (Ex carcere, Fiaba in blues, Reunion, Pangea 1 e 2, Zoom, Errore di sistema).
Il gruppo è attualmente costituito da Claudio Bonanomi (chitarra), Pierangelo Galletti (basso), Marco Lorenzini (oboe, armonica, voce), Roberto Nedbal (percussioni), Elisa Roncoroni (voce), Andrea Rosso (chitarra, video).

