17 marzo/ Donne cancellate/ Videoconcerto Trammammuro

L’ossessione di classificare gli umani è una malapianta che ha radici nella paura, produce frutti di esclusione (o addirittura di reclusione) e genera la malattia del conformismo, agendo nelle “istituzioni totali” come nelle relazioni quotidiane e nei sistemi sociali. Questo il tema della nuova versione del videoconcerto del Trammammuro  “Donne cancellate”, domenica 17 marzo alle 18 alla Sala Recchi di via Lambertenghi 41 a Como (ingresso libero).

La “libidine del conformismo” ha da sempre chiesto alle donne un sacrificio supplementare di identità, all’inseguimento di “visioni appropriate di sé”. Ed è l’arte a imporre, in tutte le epoche, nelle forme più diverse, i modelli del “dover essere” di una donna. Seguendo questo percorso gli autori hanno raccolto alcuni tentativi dei grandi maestri di concludere l’idea di una donna in un quadro e hanno messo in musica frammenti della maledizione classificatoria che cancellò le donne del manicomio di San Martino e che costringe ancora oggi molte donne a sacrificare la propria identità in nome della conformità. Nessuna donna assomiglia a qualcuna di queste, anche se lo è un po’. Ogni donna è molte donne, gli umani hanno una natura plurale, fatta di appartenenze multiple e intersecanti.

Il concerto, la cui prima versione aveva esordito nell’ambito della mostra Donne cancellate (Como, Broletto, 11 novembre 2018) è completato dal video “Fotografie da un inferno”, di Gin Angri ed è dedicato ad Alda Merini, alla sua vita “non conforme” interamente trasformata in poesia.

Trammammuro: (Claudio Bonanomi, chitarra; Pierangelo Galletti, basso; Marco Lorenzini, oboe, armonica, voce; Roberto Nedbal, percussioni, Elisa Roncoroni voce; Andrea Rosso chitarra, video). Letture di Lidia Ambroggio e Antonella Cattaneo;  Fotografie di Gin Angri.

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