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Gorizia/ Papa Francesco non è solo

La 56ª Marcia della Pace di Pax Christi a Gorizia il 31 dicembre del 2023 citata anche da Francesco nell’Angelus ha mostrato che la voce del papa contro le armi ha un seguito nella sua Chiesa. Come faccio da anni, ho partecipato alla Marcia nazionale della Pace, organizzata da Pax Christi, dalla locale Diocesi e da altre associazioni cattoliche di Gorizia. La marcia è stata preceduta, come sempre, da un convegno ricco di proposte, idee, riflessioni e molto partecipato.

Gorizia è una città di confine che ha subito morte e distruzioni durante la prima guerra mondiale a causa della sua posizione sul fronte. Ci sono cimiteri ovunque; il sacrario di Oslavia conta 56mila tombe di soldati, quasi una città intera. Allo stesso modo, Redipuglia e il Grappa sono luoghi ricchi di memoria di una generazione scomparsa.

Gorizia è anche una città di servitù militari con più di 12 caserme vuote, spazi sprecati nella città, uno spreco di risorse economiche dello Stato. Nelle sue vicinanze, si trova il deposito delle bombe nucleari di Aviano e un’area piena di carri armati Leopard.

Vicino a Gorizia si trova il CPR di Gradisca d’Isonzo, un esempio negativo di accoglienza in Italia. La vicina Trieste è una tappa della rotta balcanica. Durante la marcia, abbiamo ascoltato il racconto di un ragazzo arrivato dall’Afghanistan ed è stato proiettato un film olandese che racconta le odissee di sei ragazzi minori in viaggio per una vita migliore.

Gorizia è il luogo in cui ha avuto inizio l’impegno di Basaglia per rendere più umana la vita di molte persone, un progetto ancora incompiuto. È una città che ha subito la tortura degli oppositori ed ebrei durante il fascismo. Durante la marcia, abbiamo osservato un momento silenzioso davanti alla Sinagoga, vuota e abbandonata da anni.

Gorizia è anche dove l’Isonzo, un tempo rosso di sangue, ora è verde, un esempio di pace e dialogo. Gorizia, accanto a Nova Gorica, città slovena, è stata un luogo di confine, ma ora il confine non esiste più. Le due amministrazioni dialogano da anni, e il risultato è che nel 2025 le due città saranno unite come Città della Cultura Europea, un esempio di ricerca della pace e annullamento dei confini.

Gorizia, città vicina al porto di Monfalcone, coinvolto, come molti altri porti marittimi nel nostro paese, nel commercio di armi prodotte in Italia sulle navi, contravvenendo ai principi della nostra Costituzione. Monfalcone, città difficile per esprimere liberamente il proprio credo religioso alle persone provenienti da altre realtà.

Oltre al film segnalato precedentemente, la testimonianza di un’operatrice umanitaria appena tornata da Gaza ha suscitato riflessioni profonde con immagini e parole drammatiche.

Durante la Marcia della Pace a Gorizia, abbiamo riflettuto sul documento di Papa Francesco che invita a riflettere sul problema dell’Intelligenza artificiale, una scelta e una ricerca che avanzano giorno dopo giorno. La domanda è: come sarà il nostro futuro e quello delle future generazioni? Problemi o opportunità? Dobbiamo considerare la riduzione del lavoro umano e l’uso distorto dell’intelligenza artificiale, come guerre gestite da computer, la riduzione del pensiero e delle idee, e le limitazioni delle libertà. Tuttavia, come in altre evoluzioni tecnologiche che si sono susseguite, ci sono diverse possibilità di migliorare la vita umana e la società.

Questo richiede un confronto, riflessione, dialogo, incontro e impegno politico. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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