Manifestazioni, presidi e cortei

Diecimila per le strade di Genova/ In ogni caso nessun rimorso

Diecimila le persone scese per le strade di Genova il 19 luglio per i 25 anni dal G8. In ogni caso nessun rimorso: il corteo, organizzato da Genova antifascista, ha attraversato la città ripercorrendo le vie altrettanto memori della violenza, della repressione da parte delle forze dell’ordine, così come delle manifestazioni non violente che cercarono di contrastare il clima di scontro generatosi il 20 e 21 luglio del 2001.

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21 luglio/ Milano/ Verità e Giustizia per Fakir Abderrahim!

Contro la violenza e la repressione di stato, un altro omicidio si è consumato ieri pomeriggio durante un arresto nel quartiere Pilastro di Bologna. Fakir è morto di domenica. È uscito di casa e non è più tornato, è rimasto senza vita sull’asfalto, abbiamo visto tutte e tutti quell’orribile filmato.

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Anteprima foto e video corteo/ In ogni caso nessun rimorso/ Genova/ 19 luglio 2026

Il corteo organizzato da Genova antifascista non poteva non partire dalla Diaz, dove circa 500 giovani si sono dati appuntamento nel primo pomeriggio, prima di raggiungere il resto del corteo presso piazza Carlo Giuliani (Alimonda). Ripercorrere le strade degli scontri del 2001 e al contempo delle manifestazioni non violente, queste frutto dell’impegno di migliaia di persone, ci ha permesso di superare la sola memoria degli avvenimenti per sottolineare un necessario senso di continuità. Ad oggi, infatti, manifestare e lottare significano non solo sottoporre all’attenzione pubblica desideri e rivendicazioni di temi caldi e cari, ma soprattutto riappropriarsi di uno spazio per farlo, spazio che dal 2001 ha subito gravissime limitazioni e censure. Presto articolo. [Mattia Lavezzi e Giulia Rho, ecoinformazioni]

Disobbedienza civile nonviolenta con Extinction Rebellion/ Genova/ 19 luglio 2026

«Dalle basi missilistiche della Sicilia alla mostra navale bellica di Genova negli anni 80; dal G8 del 2001 alle azioni contro la crisi climatica, ecologica e sociale tenute in tutta Europa dal 2017 da Extinction Rebellion, fino alle attività della Global Sumud Flotilla: dove le leggi ledono o non arrivano a tutelare l’interesse reale della collettività, da quarant’anni arrivano i corpi e le volontà di non tollera crudeltà e ingiustizia. Disobbedienza Civile Nonviolenta è valore e metodo: ripudiare la violenza come strumento relazionale, politico, e servirsi invece di Azioni Dirette per raggiungere obiettivi strategici, mettendo in gioco il proprio corpo e la propria volontà al servizio di tutte e tutti, al costo di infrangere consapevole leggi e norme». [Testo edito da Extinction Rebellion, estratto del programma pubblicato su g8genova.it]

Quando le norme diventano strumenti al servizio dell’oppressione, cosa resta del patto sociale che le legittima?

Durante l’assemblea, tenutasi il giorno 19 luglio dalle ore 10,30 presso la piazzetta Rostagno, sono emersi confronti e testimonianze di coloro che hanno animato proteste e azioni non violente. Non solo la modalità non violenta ha prevalso in tantissime situazioni, nonostante nei movimenti di piazza l’adesione sia arrivata anche da chi non era ideologicamente affine alla visione non violenta, ma ha anche saputo mettere in evidenza la sproporzione della reazione sanguinaria, permettendo così un avvicinamento della popolazione alle lotte rivendicate. Dell’azione non violenta è forte, infatti, la capacità di creare un legame empatico: essa, affatto coincidente con il concetto di passività, crea una tensione sociale e rende visibili le motivazioni della lotta.

La confluenza di diversi movimenti a Genova, durante il G8 del 2001, ha generato un’alternanza di piazze tematiche, le cui tattiche di protesta e resistenza variavano a seconda del grado di consapevolezza e di lavoro attorno alle azioni di disobbedienza non violenta. Tuttavia, il blocco nero le attraversò tutte, portandosi dietro la polizia. Lo scollamento nacque dall’impossibilità di coordinare anime diverse tra loro che presero direzioni molto distinte. Per questo nascono i gruppi di affinità, perché nello spazio di azione e protesta non vi sia disagio, scollamento ideologico, ma soprattutto perché si abbiano gli strumenti per comprendere consapevolmente quanto accade all’interno di una situazione, non importa quanto complessa e imprevista. Le pratiche devono poter essere il più coerenti possibili con l’obiettivo che ci si propone. I cambiamenti devono avvenire non solo sul piano legislativo, ma nei processi societari. La postura non violenza disturba, anche tramite la satira, rivoluziona e tuttavia rispetta.

Concludo con una menzione, fatta durante l’incontro, agli Indiani metropolitani che a Bologna, nel 1977, portarono il dissenso sul piano creativo, tramite proposte politiche fantasiose e irrealizzabili. La provocazione, il paradosso, l’ironia e la satira costituivano fattori di trasformazione e di deragliamento della cultura borghese. La creatività congiunta all’emotività non sono dunque da sottostimare quando si cerca di ideare un’azione non violenta di denuncia e sfida al sistema. Non possiamo più essere prevedibili. [Giulia Rho, ecoinformazioni] [Foto di Mattia Lavezzi, ecoinformazioni]

La stazione di Como senza frontiere

Dopo 10 anni, alla stazione San Giovanni di Como, non c’è nostalgia. Non solo perché non c’è nulla – proprio nulla – da rimpiangere, ma anche perché è forte la consapevolezza che quella “stagione” non è affatto passata, e anzi si è incattivita e sembra essersi organizzata per impedire qualsiasi superamento.
Dieci anni fa, alla stazione, erano accampate centinaia di persone, impedite nel loro diritto (riconosciuto dalle leggi internazionali) di raggiungere i luoghi scelti per proseguire il proprio percorso di vita. «517, erano 517, ho scritto tutti i nomi» dice, quasi sottovoce, Luciana Carnevale, storica attivista per i diritti delle persone migranti e fragili, che non ha voluto mancare questo appuntamento. Erano sicuramente di più, perché il flusso era continuo e incontrollabile, tra andirivieni, respingimenti, tentativi di cambiare valico…

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Dal 17 al 21 luglio/ No kings/ 25 anni dopo il G8 a Genova

Tornare con la memoria agli eventi di Genova del 2001, sia per le tante persone che li hanno vissuti, sia per coloro che hanno appreso dai racconti, dalle notizie di giornale e dalle immagini così verosimiglianti ai fatti più recenti di violenza e abuso di potere, può avere senso solo se siamo determinati/e a ricostruire, proprio sulla base di quanto accaduto, spazi comuni di riflessione, confronto e soprattutto azione. Gli esiti non furono solo quelli della repressione, nel tempo radicata e che oggi, forse più che mai, incombe su noi tutti e tutte in un clima di censura, di complicità bellica e genocida, di finanziamento delle disuguaglianze e troppo altro. La narrazione deve poter cambiare, invertire rotta, costituirsi attraverso la lotta non-violenta e l’organizzazione dal basso, perché, alla frammentazione, si possa scegliere la convergenza. Con questo spirito contro-egemonico e pacifico, l’ecomobile della redazione di ecoinformazioni sarà a Genova per seguire le iniziative del 18 e 19 luglio, qui di seguito riportate assieme al vastissimo programma ideato per questo anniversario. [Giulia Rho, ecoinformazioni]

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17 luglio/ 10 anni di Csf a Como San Giovanni

A distanza di 10 anni da quando, nel luglio del 2016, venne fondata Como senza frontiere, torniamo a manifestare proprio nel luogo che, dieci anni fa, mise in evidenza l’importanza del fenomeno delle migrazioni e la necessità di acquisire la consapevolezza del ruolo di città di frontiere.

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ecoinformazioni on air/ l’antifascismo non si processa

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 12,30 del 19 giugno del Giornale Radio di Radio popolare. Si è concluso oggi a Como con un’assoluzione il processo a Cecco Bellosi, imputato per i fatti del 28 aprile 2023 a Giulino di Mezzegra.

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ecoinformazioni on air/ Con Bellosi antifascista manifesto

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 7,15 del 19 giugno di Metroregione di Radio popolare. Questa mattina davanti al Tribunale di Como si terrà un nuovo presidio di solidarietà a Cecco Bellosi, in concomitanza con la seconda udienza del processo che lo vede imputato per i fatti del 28 aprile 2023 a Giulino di Mezzegra.

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