Manifestazioni, presidi e cortei

Reportage/ Con la Fp Cgil di Como per la salute

Il 17 aprile a Roma, una delegazione della Fp Cgil Como ha partecipato allo sciopero nazionale sanità privata ed Rsa, per richiedere il rinnovo di contratti scaduti da troppo tempo, mentre il settore raddoppia gli utili.

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20 aprile Memorial Ceremony 

La Memorial Ceremony che ogni anno rappresenta il momento più significativo per i Combattenti per la pace. Quest’anno lunedì 20 aprile, a rispondere all’appello ci saranno ben 58 pubbliche postazioni in tutto il mondo, di cui 11 tra Israele e Palestina – oltre alle registrazioni individuali di cui si saprà alla fine. Significativa la risposta pervenuta da parecchie città europee, in aggiunta al forte network di supporto da tempo attivo negli Stati Uniti. E succederà qualcosa anche a Melbourne in Australia e persino in Sudafrica, in collegamento da Johannesburg e Cape Town.

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Un enorme potenziale climatico compromesso dallo sfruttamento di petrolio e gas

La Repubblica Democratica del Congo, paese dotato di un potenziale unico per affrontare la crisi climatica globale, è paradossalmente impegnata in una politica di aste pubbliche per lo sfruttamento del proprio petrolio e gas, dal momento che questi progetti sono, per le autorità, opportunità economiche. Kamate Kasereka François racconta come la campagna condotta dalla società civile abbia messo in luce sia i danni ambientali, sia i costi sociali dell’estrazione petrolifera in questi fragili ecosistemi, mettendo talvolta in discussione la fattibilità di questi progetti.

https://lens.civicus.org/interview/des-zones-essentielles-au-climat-mondial-sont-menacees-par-des-projets-economiques/

Creare assieme un cambiamento positivo/ Kamate Kasereka si presenta

Kamate Kasereka François, giovane attivista congolese, condivide le sue esperienze di mobilitazione e protesta, offrendo spunti concreti dai quali poter ripartire. «La mia motivazione nel dare vita alle sezioni locali di Extinction Rebellion e XR Rutshuru è scaturita dai traumi subiti dalla nostra comunità, in particolare dalla tragedia umanitaria senza precedenti, unita agli effetti del riscaldamento globale che si fanno già sentire in modo acuto. Mi sono posto l’obiettivo di dissuadere i giovani dall’entrare a far parte di gruppi armati e di spingerli invece a collaborare per promuovere un cambiamento positivo nella comunità».

Ancora genocidio/ Ancora in piazza San Fedele

L’acuirsi del genocidio a Gaza, in Cisgiordania e l’estendersi delle mattanze in Libano oltre che il contesto internazionale con la guerra di Trump e di Netanyahu all’Iran è stato denunciato ancora una volta a Como da Csf e Bds in piazza San Fedele il 12 aprile con una presenza silenziosa. Al solito nonostante i cartelli l’attenzione dei passanti non è stata grande come i temi proposti richiederebbero. Ma è interessante la traccia offerta all’approfondimento da una persona impegnata in un’azienda farmaceutica che ha voluto informare che un’altra delle aziende Teva del territorio starebbe per chiudere. Non sarebbe la prima volta, ma dimostra nuovamente come sporcarsi le mani di sangue, accettando che produzioni che di fatto finaziano il genocidio avvengano impunemente, non serve neppure a garantire il lavoro.

Filippo Miraglia/ Il significato della Marcia degli invisibili

Durante i giorni di No Kings e in particolar modo durante la marcia degli Invisibili del 28 marzo, Filippo Miraglia, dell’Arci nazionale Area Sociale, Immigrazione e Internazionale, ha offerto una riflessione lucida e diretta sulle condizioni di invisibilità che colpiscono migliaia di persone in Italia, sottolineando come queste realtà siano spesso ignorate nel dibattito pubblico. Ha ribadito l’importanza di iniziative come la Marcia degli Invisibili, che danno voce a chi non ne ha e portano all’attenzione collettiva temi fondamentali come dignità, diritti e giustizia sociale. [Amelie Di Matteo, ecoinformazioni]

Reportage di Amelie Di Matteo e Matilda Tudisco/ No Kings/ Le facce della rivoluzione

Una galleria in bianco e nero di chi ha vissuto il concerto e il corteo di No kings il 27 e 28 marzo e di chi l’ha reso speciale e prorompente, perché la rivoluzione la si fa mettendoci la faccia.

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No Kings/ La rivoluzione che unisce

Dalla Rivoluzione americana alle proteste contemporanee, l’idea di opporsi a un’autorità assoluta ha attraversato i secoli. Il principio del “No Kings” affonda le sue radici nella storia, ma continua a evolversi.

Un perfetto esempio di ciò è stato il corteo di Roma. Fin dall’inizio, la cosa che più mi ha colpita è stata la varietà di persone: moltissime le realtà presenti e, tra queste, anche Arci, che si è manifestata in maniera prorompente. Un corteo multigenerazionale e interetnico che aveva come collante un unico fine, un’unica idea condivisa.

Camminando nella folla, quello che arrivava non era tanto un messaggio definito, quanto un insieme di sensazioni. C’erano voci, musica, momenti di silenzio e altri di entusiasmo più acceso. Alcuni parlavano tra loro, altri osservavano, altri ancora si limitavano a esserci, senza bisogno di spiegare troppo il perché. Era come se ognuno portasse un pezzo diverso, eppure tutti contribuivano alla stessa atmosfera.

Allo stesso modo, il concerto della serata del 27 marzo ha aggiunto un’altra dimensione all’esperienza: sul palco si sono alternati alcuni grandi nomi della musica italiana, a cui sento di dover rivolgere un ringraziamento sincero. Hanno messo il loro talento e la loro arte — musicale, poetica, persino visiva — al servizio di un evento no profit, davanti a un pubblico altrettanto partecipe, entusiasta e, ancora una volta, profondamente eterogeneo.

Ciò che mi ha colpita di più è stata proprio questa dimensione umana: gli sguardi, i sorrisi scambiati tra sconosciuti, la naturalezza con cui persone molto diverse condividevano lo stesso spazio. Non ho percepito tensione, ma piuttosto una forma di partecipazione spontanea, quasi leggera, nonostante il significato più profondo che l’evento poteva avere.

“No Kings” mi è rimasta dentro come un’esperienza sentita fino in fondo. Più che per ciò che dichiarava apertamente, per quello che si respirava: una presenza collettiva fatta di persone, storie e piccoli gesti che, messi insieme, riuscivano a creare qualcosa di difficile da spiegare, ma incredibilmente facile da vivere e percepire. [Amelie Di Matteo, ecoinformazioni] [Foto Amelie Di Matteo, ecoinformazioni]

No Kings/ Il re è nudo, si apre con l’associazionismo l’alternativa

Ci siamo costituiti sotto forma di organismo in movimento, fagocitando la città di Roma perché ne facessimo terreno fertile per la rivoluzione, un modello a cui potersi ispirare per rovesciare i re e le regine dai propri troni. Uno sguardo alle realtà territoriali e informali incontrate nel tempo di un unico corteo, iniziato al concerto per No Kings: Together contro i re e le loro guerre, e mai concluso.

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Reportage di Giulia Rho/ No kings/ Desiderio di prossimità

Impressioni colorate di un weekend visibilmente caratterizzato dal desiderio di prossimità, unit3 per trasgredire contro i re e le regine e la loro smania di potere. Le foto di Giulia Rho, dall’”ecomobile” together di ecoinformazioni.

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