
Apre il cuore in un momento nel quale la propaganda intensa delle istituzioni europee e della stampa main stream, finanziata dalle aziende che producono strumenti di morte, la possibilità dimostrata a Senna Comasco il 27 marzo di godere di un film come Si dice di me di Isabella Mari che mostra la rivoluzione di un gruppo teatrale di donne napoletane liberate e liberanti con gli strumenti potentissimi dell’empatia, della sorellanza, della gioia di vivere insieme nonostante povertà, ingiustizie sociali e pandemie. Nel dialogo che si è animato tra i/le (purtroppo poch3) spettator3 – tra loro la sindaca Francesca Curtale, l’assessora alla cultura del Comune Valentina Orsucci, il presidente del circolo Arci Camillo Anotini, la delegata Arci nazionale Politiche di genere Celeste Grossi che ha stimolato il dibattito – paure ma anche speranze e fiducia nella rivoluzione nonviolenta possibile anche in questi terribili tempi di guerra e di interessi economici di pochi, sostenuti dalla cattiva politica italiana, europea e globale, che sovrastano vita e libertà di tanti.

