Ero tra i presenti, lunedì 21 luglio fuori da Palazzo Cernezzi, che chiedevano un intervento a favore della popolazione palestinese, da parte del nostro Consiglio comunale. Sinceramente pensavo che ci fossero più persone presenti. In Consiglio, il nostro sindaco ha praticamente non considerato la richiesta presentata da Como senza frontiere e dalle tante associazioni, sindacati, partiti, persone che la compongono.
Chiedo ai componenti della maggioranza che sostengono il sindaco, agli assessori, il perché di questo diniego, di questo disinteresse verso la terra di Palestina, nella quale c’è Nablus, nostra città gemellata, con l’altra città israeliana.
Non sanno che Como è da anni Città Messaggera di Pace? che nella sua recente storia è stata protagonista di interventi positivi per cercare di far dialogare Israele e la Palestina? Ricordo che la Giunta Botta riunì a Como per un incontro i responsabili delle due città, tanti anni fa, quando ci fu una crisi tra questi stati per l’acqua. Ricordo i viaggi e l’impegno verso Gerusalemme del sindaco Pigni e di tanta società civile; viaggi di incontro e di dialogo.
Ora invece sembra che la maggioranza che guida la nostra città non faccia capire al sindaco la necessità e l’urgenza di questa situazione. Possibile che non ci sia nessuna voce critica? Anche la società civile, dico la Como associativa, imprenditoriale, la Como bene, non sembra indifferente alle immagini terribili che quotidianamente i telegiornali ci offrono. Genitori che portano a seppellire i loro bambini avvolti in un lenzuolo bianco; bambini, che dopo le bombe, ora muoiono di fame, gente che si accalca con la propria ciotola per prendere un po’ di riso, persone che per questo vengono travolte da altre persone. La striscia di Gaza, come un inferno sulla terra.
Un continuo, come ha detto il Cardinal Pizzaballa, una persona che, penso siate d’accordo, unisce tutti: «Come si fa a difendere ancora chi umilia continuamente queste persone?»
Penso che veramente questo, al di là del pensiero di tutti, sia veramente disumano e inacettabile come uomini, come donne, come popolo civile, come Città Messaggera di Pace.
Spero che alla fine la ragione prevalga e anche la città di Como e la maggioranza che ora la governa capisca che è ora di intervenire. Ogni minuto che passa, permette la morte di persone per fame. Occorre veramente un intervento da parte di tutti, per ritornare ad esser umani. [Luigi Nessi, Abbondino d’Oro 2018]
[Foto di copertina Claudio Fontana, ecoinformazioni]

