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Video e Reportage di Dario Onofrio, Claudio Fontana, Massimo Borri/ Per la Palestina in piazza della Pace

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Non c’è nessun motivo per essere allegri, non si intravede alcuna speranza all’orizzonte né per 3 palestines3 oppressi, torturati, uccisi, né per chi lotta per i diritti. E mentre gli attivisti della Flotilla vengono assaliti e rapiti dall’esercito genocida di Israele avere speranze sembra una follia. Questo è stato con chiarezza denunciato negli interventi di Elena Casalini e Fabio Cani che ha citato le terribili del tutto vere parole di Vik. Tuttavia chi viene in piazza, lotta ed è attivo contro la barbarie, una speranza vuole e forse deve averla ed è stato l’intervento di Roberto Adduci a animare almeno qualche sorriso, in una piazza della Pace (Vittoria) a Como il 18 maggio, solidale certo, coesa nel sostegno al popolo palestine e alla Flotilla, con oltre 100 persone, non poche per un appuntamento indetto in fretta e in una città nella quale si susseguono da mesi iniziative e manifestazioni, ma apparentemente sconfortata.

Aducci ha parlato della necessità di alzare il livello della mobilitazione e di avviare un percorso rivoluzionario a partire dalla sciopero del 29 maggio sviluppando la sinergia tra tutte le lotte e ha anche dato alcune notizie già note ma ora confermate ufficialmente: i sachetti lanciati il 26 aprile a Dongo non contenevano merda e per quel lancio sono arrivate due denunce per lancio di oggetti pericolosi. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere e proprio sul ridere puntano gli Anticorpi militari di cui Aducci è parte. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Il testo di Vittorio Arrigoni letto da Fabio Cani

«Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola» mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato». Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua. «Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…». Jamal continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. «Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati». [da Gaza – Restiamo Umani, Vittorio Arrigoni]

[Foto di copertina Claudio Fontana, ecoinformazioni]

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