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La cooperazione strozzata Contro le guerre e le disuguaglianze

Mercoledì 27 maggio, nella chiesa di Rebbio, la Rete comasca della Cooperazione internazionale per la Pace ha promosso un incontro aperto alle associazioni del territorio comasco preoccupate per il progressivo indebolimento del sistema della cooperazione internazionale.
Ospite della serata Nicoletta Dentico, giornalista ed esperta di cooperazione, diritti umani e diritto alla salute, da anni impegnata nell’analisi delle trasformazioni del settore. L’incontro è stato introdotto da Roberto Caspani, presidente del Coordinamento comasco per la pace.

Dentico ha ricostruito il profondo mutamento della cooperazione internazionale, sempre più segnata dall’ingresso di attori privati, incluse le grandi multinazionali farmaceutiche, in ambiti un tempo affidati alla responsabilità pubblica.
Tra i nodi centrali, la crisi della salute globale, a partire dalla situazione della Repubblica Democratica del Congo, dove epidemie come Ebola si sviluppano in contesti di guerra e forte fragilità sanitaria, aggravati dalla mancanza di infrastrutture e dal progressivo indebolimento degli aiuti internazionali.

Particolarmente rilevante, nella discussione, il richiamo ai tagli fatti da Trump alla cooperazione e ai programmi sanitari che hanno contribuito, negli ultimi anni, a ridurre interventi fondamentali come la cura dell’Hiv e il sostegno nutrizionale, producendo una vera e propria desertificazione sociale. In questi contesti, ha ricordato Dentico, la crisi sanitaria si intreccia spesso con paura e violenza verso i cittadini in generale ma anche verso il personale medico e persone percepite come infette.
A tutto questo aggiungiamo anche la fragilità del monitoraggio, sempre causato dalla mancanza di personale medico e adeguate strutture, di quest’epidemia e non solo.

Il quadro complessivo è quello di un arretramento dei meccanismi multilaterali, sostituiti da relazioni bilaterali asimmetriche, modello creato da Trump, che rafforzano gli squilibri tra Nord e Sud globale. Nel dibattito è emersa una critica alla normalizzazione della riduzione della spesa sociale e alla trasformazione di sanità e istruzione in progettifici, segno di una macchina dell’ingiustizia ormai stabilizzata.

Dopo la cena con la relatrice, gli interventi del pubblico hanno ampliato il confronto. Celeste Grossi ha sottolineato la necessità di contrastare la militarizzazione delle politiche internazionali e la riduzione della cooperazione a gestione permanente dell’emergenza, richiamando le associazioni a recuperare una dimensione politica, culturale e decoloniale dell’azione internazionale.

In continuità con le riflessioni emerse, tra cui anche quella di Don Giusto, Dentico ha ribadito il valore della cooperazione internazionale solo se liberata da logiche paternalistiche e coloniali: non sviluppo imposto dall’esterno, ma giustizia, reciprocità e ascolto delle comunità locali. In questo senso, le piccole realtà della società civile possono risultare spesso più incisive delle grandi organizzazioni nella costruzione di solidarietà, diritti e pace.

L’incontro di Rebbio restituisce così l’immagine di una cooperazione internazionale a un bivio: tra il rischio di ulteriore subordinazione a logiche di potere economico e geopolitico e la possibilità di essere ripensata come strumento di giustizia globale. Una trasformazione che passa non solo dalle politiche, ma anche da un cambio di sguardo: riconoscere le comunità del Sud del mondo non come destinatarie passive di aiuto, ma come soggetti attivi di diritti, conoscenza e cambiamento. [Amelie di Matteo, ecoinformazioni; video e foto di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda tutti video di Gianpaolo Rosso nella playlist completa dell’incontro di seguito:

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