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Presidio contro Valditara senza studenti

Il presidio per la presenza del ministro Valditara ospite della Camera di commercio grazie al sostegno all’iniziativa avuto dal prefetto è riuscito: una settantina di persone sono un numero ragguardevole per Como per un’iniziativa organizzata in fretta e che ha puntato solo sui social che come si sa sono un recinto chiuso che non favorisce la partecipazione che altre forme di comunicazione assicurano.

Tutto si è svolto secondo la prassi: gli organizzatori hanno chiesto di essere avanti alla Camera di commercio e la Digos ha indicato invece un luogo poco distante ma diverso, la tenacia di Alessandra Ghirotti ha tuttavia ottenuto che quattro vessilifere abbiano potuto tenere bandiere e striscioni all’ingresso principale; il ministro è entrato dall’ingresso posteriore e quindi non ha potuto godere dei cori contro di lui; nella sala del convegno radunati tutti i notabili; al presidio si sono susseguiti al microfono gli interventi delle e degli oragnzzator3 che hanno spiegato con chiarezza e patos quanto sia deleteria e anticostituzionale la politica del ministro oggi a Como; si è urlato liberatoriamente tanto e soprattutto si sono incontrati in piazza tanti compagn3, amic3 con cui è bello lottare.

Ma la composizione della piazza (alta l’età media, nessun3 studente) dimostra – e non è una novità – che a Como non sono attivi né movimenti studenteschi, né di genitori e che la lotta per la scuola della Costituzione vede impegnate la Cgil, le organzzazioni femministe unite nella rete Intrecciat3, l’Arci e i partiti del centro sinistra e della sinistra. Altro non c’è ed è tutta da costruire la convergenza tra l’attivismo di scopo che oggi meritoriamente contrasta le chiusure delle scuole imposte da Rapinese con un più ampio e necessario sguardo d’insieme ai temi del Diritto universale all’istruzione con il conseguente contrasto all’azione contro la scuola che Rapinese e Valditara entrambi rappresentano. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]. [foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]. Presto on line i reportage di Massimo Borri e Mimmo Ferreri, ecoinformazioni

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