Alberto ha spiegato come da quel momento sia partito tutto, dal coinvolgimento dei tre amici a quello delle associazioni, fino alle imprese e alle realtà che hanno permesso che il progetto potesse andare in porto. La poesia e le canzoni contraddistinguono i racconti, non è facile seguire le decine di soprannomi con cui Alberto chiama amici e luoghi, così come i continui riferimenti che si ricollegano tra di loro: le tre partenze, quella dal confine svizzero, quella comasca e quella milanese, descrivono chiaramente il desiderio di coinvolgimento e condivisione che hanno segnato l’intero progetto. A Novi di Modena, sconvolto dal terremoto, la prima di numerose accoglienze nei confronti dei quattro vespisti: i volontari del Campo Angelina hanno aperto le loro tende e i loro cuori, allacciando un collegamento che li ha visti tornare proprio lo scorso 22 giugno in quelle terre per il festival Stone by stone. Suoniamo il sisma. Ma non c’era tempo per fermarsi, ogni giorno erano saluti e partenze, con nuovi arrivi e accoglienze: Firenze, con la sorpresa di incontrare vecchi amici e con i sorrisi di gioia nella comunità delle Piagge, quando don Alessandro Santoro e una suora ottantottenne si sono cimentate nella guida a bordo dei grilli. O quando a Popoli, culla abruzzese dell’inventore del motore della Vespa Corradino D’Ascanio, nella festa serale è spuntata una torta con il logo di UniAmiamo l’Italia in Vespa e Libertà. E ancora sotto l’ulivo in via D’Amelio a Palermo, dove il 19 luglio 1992 un attentato uccise sei persone, tra cui il giudice Paolo Borsellino: in questo luogo speciale Rita e Salvatore, sorella e fratello di Paolo, hanno condiviso con Andrea, Alberto, Claudio e Ettore un momento di grande intimità, parlando di potenza della vita e di dolore della morte, mentre i giornalisti lì accanto si sono mantenuti a distanza, comprendendo l’importanza di quel colloquio. Non è bastata una serata per raccontare tutto questo, ma è servita per riprendere il cammino del progetto insieme a chi non ha potuto viaggiare su due ruote insieme a loro, accompagnandoli in ogni chilometro percorso. Nella miriade di idee che circondando UniAmiamo dalla sua nascita, da questa serata potrebbe nascere uno spettacolo teatrale, se un regista volesse riprendere le musiche, i racconti, le immagini e i volti. Per ora rimaniamo in attesa del documentario di viaggio che verrà realizzato dalle decine di ore registrate, per continuare questa esperienza. In Vespa e libertà. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]
