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No alla chiusura di Menaggio e Mariano Comense

Gli ospedali di Menaggio e Mariano Comense rischiano di chiudere. Le strutture sono stati infatti inserite dal Ministro Lorenzin nella lista dei 175 presidi sanitari che contano meno di 120 posti letto e considerati “inefficienti e fonte di sprechi”. La Cgil di Como è contraria alla proposta

«Che senso ha tagliare gli ospedali con meno di 120 posti letto senza analizzare il contesto nel quale si trovano? – si chiede Lucia Cassina, segreteria Cgil Como – così si agisce senza considerare la salute e la necessità dei cittadini». Per Menaggio, secondo la sindacalista, non è stata nemmeno presa in esame la particolare collocazione geografica: «lì ci sono reali difficoltà di trasferimento che possono pregiudicare la vita dei pazienti. Inoltre non dimentichiamo la difficile viabilità che affligge da anni la sponda occidentale del lago». La soluzione non può essere rappresentata dall’elicottero: «costa meno tenere aperto l’ospedale che muovere continuamente l’elicottero. Infine, Menaggio non è alternativo a Gravedona, tutti e due costituiscono una giusta risposta sanitaria al territorio e non esiste alcun esubero di personale, anzi, se mai si riscontra una carenza».
La situazione per Mariano Comense è invece differente: «è un polo riabilitativo e, come tale, dovrebbe essere escluso dal conteggio dei presidi da chiudere. Anche in questa struttura si registra però una carenza numerica del personale – continua Cassina, che aggiunge – se si perseguirà la strada della chiusura, la Cgil metterà in atto azioni sindacali e organizzerà incontri con la cittadinanza e le istituzioni interessate». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

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