No all’ammodernamento degli ospedali di Cantù, Longone, Mariano Comense e Menaggio

Il Pd chiede di cambiare le priorità e denuncia: «i quattro ospedali rischiano di non raggiungere più i parametri per l’accreditamento»

 Messa in sicurezza, adeguamenti igienici e posa di impianti finalizzati al risparmio energetico questi gli interventi di adeguamento normativo previsti per quattro ospedali pubblici comaschi Cantù, Longone al Segrino, Mariano Comense e Menaggio, per mantenere i requisiti minimi per l’accreditamento.

«Nell’ordine si tratta della mancata posa di impianto fotovoltaico su tutti e quattro i nosocomi (3.072.000 euro) – spiega un comunicato del Partito democratico – nonché della mancata sistemazione del blocco B del Felice Villa di Mariano Comense (adeguamento strutturale ed impiantistico finalizzato all’accreditamento e volto al raggiungimento delle certificazioni di prevenzione incendio e sisma, all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla bonifica per la presenza di amianto, alla messa in sicurezza degli impianti elettrici, all’umanizzazione degli spazi dedicati alla degenza) per 6,7 milioni di euro e a quattro interventi per l’ospedale Sant’Antonio a Cantù: realizzazione di un nuovo comparto operatorio; di un nuovo blocco ascensore nonché opere di adeguamento normativo all’edificio “M” (installazione monta lettighe, allargamento rampa esterna, sostituzioni reti idrico-sanitarie, riscaldamento e scarico al piano seminterrato); opere di adeguamento alle normative antincendio del presidio e adeguamento degli impianti cucine e mensa edificio “A” per un totale di 5.690.000 euro».

Tutti interventi «che sono rimasti senza finanziamento da parte del Governo Berlusconi – spiega Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio regionale –. Si tratta di adeguamenti relativi a ristrutturazioni attese da tempo, ma che non saranno a breve realizzate e che, dunque, rimangono sulla carta. Certo, le strutture sanitarie continueranno ad operare ma non adempiranno alle condizioni standard per poter essere accreditate».

Bocciata, con voto segreto, una mozione del Pd per ridefinire le priorità Gaffuri torna alla carica: «Senza lo sblocco dei fondi da parte del Governo quegli interventi rimangono sulla carta. Noi chiediamo quindi che la Regione riveda le priorità e utilizzi i propri fondi anche per le opere che sono ritenute inderogabili ed essenziali, tra l’altro, per garantire il rispetto dei criteri di accreditamento di interi reparti».

«Il “no” di Pdl e Lega a un ragionamento di buon senso ci sorprende – conclude il consigliere – e ci fa temere che aspetteremo a lungo prima di vedere realizzati quegli interventi che, ricordiamo, sono stati concordati con il governo precedente già nel marzo 2010».

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