Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 7,15 del 30 gennaio di Metroregione di Radio popolare. Venerdì 30 gennaio alle 17,30, in piazza San Fedele (ormai Piazza delle Donne) a Como, la rete Intrecciat3 chiama a raccolta la città con un presidio dal titolo chiaro: “Senza consenso è stupro”. Al centro della mobilitazione c’è il no alla nuova proposta di riforma del reato di violenza sessuale.
Il testo voluto dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno rappresenta un gravissimo passo indietro: spariscono le parole “consenso libero e attuale” e viene introdotto il concetto di “volontà contraria”. Una scelta che, nei fatti, rischia di trasformarsi in puro victim blaming, spostando l’attenzione sul comportamento da chi agisce violenza a chi subisce.
Questa riforma si inserisce in un contesto più ampio di restringimento delle libertà e di repressione del dissenso da parte del governo Meloni, e segna il fallimento del patto bipartisan che aveva portato a una definizione più avanzata del reato.
Il messaggio del presidio è netto: solo il consenso esplicito conta. Difendere questa parola significa difendere libertà, autodeterminazione e giustizia. [Camilla Pizzi, ecoinformazioni]

