Tenere l’attenzione viva su situazioni di oppressione ed emergenza umanitaria è sempre più difficile, in un sistema mondiale sempre più famelico, vessativo e predatorio. La situazione di Cuba non è un’emergenza recente, ma negli ultimi mesi, con le recenti politiche ostili degli Stati Uniti, si è molto aggravata, stringendo la popolazione in una morsa oppressiva ancora più prepotente, aggressiva e disumana.
Arci, Anpi, Cgil e l’associazione Italia-Cuba hanno realizzato allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù a Como, una serata solidale, sabato 6 giugno, con la presentazione delle campagne unitarie di raccolta fondi per Cuba a livello nazionale, per ascoltare la voce dell’isola e amplificarla con gli strumenti a disposizione che sono propri a ciascuna delle realtà coinvolte: convivialità, musica, contenuti, interventi politici, cinema d’autore.
La solidarietà attiva si costruisce in vario modo – ed uno di essi, forse il più importante, è il ritrovarsi insieme, per rimboccarsi le (metaforiche o meno) maniche: la convivialità non è perciò solo un pretesto, ma il collante con cui questo si realizza e diventa reale.
Lo Spazio Gloria si anima quindi di musica, cibo condiviso , accenni di ballo sui ritmi inconfondibili della repubblica caraibica: riscoprirsi insieme, di nuovo, per rinnovare un rapporto di amicizia, scambi e collaborazione che lega l’Italia a Cuba da tantissimi anni è prezioso per ritrovare le energie necessarie a costruire azioni politiche e associative capaci di attraversare tanto l’oceano quanto gli inumani blocchi economici e ribadire che «Cuba non è sola». Anche a Como, ma non è una novità.
In questo momento, essere vicine/i, solidali con Cuba, vuol dire anche «No Kings», come giustamente ricorda Celeste Grossi (Arci nazionale ed Arcs): la solidarietà con le popolazioni oppresse è anche il rifiuto e la denuncia netti di governi ed economie autoritari (quando non totalitari), l’atteggiamento padronale e colonialista riproposto anche in Venezuela, Palestina, Medio Oriente e Africa.
Cuba parla con la voce della viceconsole di Cuba a Milano, Claudia de Liz Rodriguez Beltrán (grazie al supporto di traduzione simultanea di Beatriz Travieso Peréz di ecoinformazioni), e nel racconto di una popolazione stremata ma non ancora spezzata, che cerca come può di sopravvivere alla crisi energetica, alle sanzioni, ai blocchi cercando di non perdere la volontà di rimanere aperta e accogliente nonostante tutto. Emblematico in questo senso il passaggio, come riportato nel video di seguito, della viceconsole: «Cuba esporta medici, non bombe».
Cuba parla anche attraverso il racconto che Gianluca Mengozzi, responsabile politiche internazionali Arci e presidente di Arcs, fa delle missioni e degli scambi che da anni l’associazione organizza da e per l’isola, dove nonostante tutte le difficoltà – tra incontri istituzionali e blackout, strade deserte e umanità operosa – e le resistenze del governo americano (ed in parte di quello italiano) il tessuto di collaborazioni e lavoro insieme, costruito attraverso la cultura e le relazioni costanti tra i due paesi, non si è mai sfilacciato, grazie anche alle Case della cultura, uno dei tanti progetti ancora attivi nell’isola per garantire il diritto ad una cultura accessibile (che, con le parole di Che Guevara, «rende davvero libere/i»).
La campagna nazionale Energia per la vita costruita in maniera unitaria da Arci, Arcs, Anpi, Cgil e Italia-Cuba (dove accanto alle raccolte fondi si sono affiancate di recente quelle di medicinali e di materiale vario), è una di quelle lanterne, accese nella notte soffocante della nostra attualità, che come attiviste, attivisti ed essere umani, ci riproponiamo di far brillare più forte.
Dopo un breve dibattito e gli interventi delle altre realtà organizzatrici, “Buena Vista Social Club” di Wim Wenders ricorda, con la musica, uno dei gruppi più importanti del secolo scorso, e il loro profondissimo legame con la “loro” Cuba, diventata di tutte e tutti grazie alle loro canzoni. [Sara Sostini, ecoinformazioni; video di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni; fotografie di Massimo Borri, ecoinformazioni]
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