La deputata uscente della provincia di Como, e ricandidata, e l’ex sindaco di Lomazzo sono state attaccate volgarmente, prima l’una poi l’altra, da ignoti con cartelli abusivi anonimi incollati sopra i loro manifesti elettorali con scritto «Fascista rossa» e «Non chiedere il voto delle donne perché rappresenti solo te stessa».
«Il fatto stesso che questi adesivi, apposti sui manifesti elettorali miei e di Rosangela Arrighi, siano anonimi è la dimostrazione che gli autori non sono nemmeno in grado di prendersi la responsabilità delle proprie azioni – aggiunge la deputata –. Ancora una volta si colpisce l’immagine di due donne, in questo caso candidate democratiche, che hanno già assunto in questi anni ruoli istituzionali e politici nel territorio».
«Credo che non sia un caso e che alla base di questi atti ci sia l’ignoranza senza fine di chi vorrebbe ancora le donne relegate ai margini della politica e della società, dileggiandone, in questo caso, l’immagine pubblica – conclude l’esponente democratica –. Ecco perché è ancora più importante, se possibile, sostenere con il proprio voto le donne; perché c’è bisogno di cambiare la politica e una certa cultura denigratoria nei confronti del genere femminile della nostra società. In questo le donne possono fare la differenza». [md – ecoinformazioni]
