Al ministro sono state sottolineate: «Le criticità legate alla realizzazione dell’opera, denunciate in questi anni anche dalle tante associazioni e comitati, inerenti le caratteristiche tecnico-strutturali, alla pericolosità della diossina Tcdd proveniente dal disastro Icmesa del 1976 ancora presente nei terreni ove si vogliono costruire le tratte B2 e C, all’illogicità economica di tale progetto».
Preoccupazioni che «inducono a chiedere di fermare l’autostrada a Lomazzo dove si sta ormai completando, con lo svincolo che interseca Pedemontana con l’A9, la realizzazione della tratta A».
L’obiettivo ultimo, scrive Tripiedi, è di: «Superare un modello oramai finito, quello fondato sulle infrastrutture stradali, optando per il trasporto sostenibile su ferro e, cosa forse di maggior importanza, creare una vera e propria cultura dell’utilizzo del mezzo di trasporto sui modelli centro e nord europei». Ma la meta più vicina è: «Di fermare l’autostrada a Lomazzo, rinunciando alle successive tratte B1, B2, C, D, con l’intento di bloccare un’opera devastante per il territorio, costosa per l’impiego sempre più ingente di finanziamenti pubblici e pericolosa per la salute delle popolazioni, facendosi così interprete delle parole d’ordine sostenute da associazioni e comitati nel corso degli anni».
«L’inutilità di collegamento della Pedemontana è già realtà – conclude il deputato brianzolo –, vista l’attivazione della tratta Saronno-Seregno che permette via treno di collegare direttamente Malpensa a Bergamo e Varese a Bergamo». [md – ecoinformazioni]
