
«Non mi piacciono le ricorrenze. L’attenzione per i diritti umani confinata in un unico giorno dell’anno rischia di occultare l’intreccio tra violazione dei diritti, discriminazioni, violenze, guerre, povertà e di far perdere di vista la forza e il desiderio di chi lotta tutti i giorni per costruire un mondo accogliente per tutte e tutti.
«Il 2016 è stato un anno disastroso per i diritti umani nel mondoSi rischia di azzerare l’insieme di protezioni messe in atto dopo la seconda guerra mondiale» ha dichiarato Zeid Ràad Al Hussein alto Commissario Onu per i diritti umani
Viviamo in un tempo di grandi tensioni, conflitti, preoccupazioni, paure. Siamo di fronte a problemi complessi – sociali, economici, ambientali, politici – che riguardano l’intero pianeta, compresa la nostra città. Disuguaglianze e ingiustizie che non trovano un adeguato impegno di coloro che hanno la responsabilità di intervenire. Problemi per troppo tempo ignorati o sottovalutati: povertà, mancanza di casa e di lavoro, inquinamento, cambiamento climatico, guerre che donne, uomini, ragazzi e ragazze, costretti a migrare, portano alle porte delle nostre “tiepide case”.
«Dove iniziano i diritti umani universali? In piccoli posti vicino casa: […] il quartiere dove si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, l’ufficio dove si lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cercano uguale giustizia, uguali opportunità, eguale dignità senza discriminazioni. Se questi diritti non hanno significato lì, hanno poco significato da altre parti. In assenza di interventi organizzati di cittadini per sostenere chi è vicino alla loro casa, guarderemo invano al progresso nel mondo più vasto. Quindi noi crediamo che il destino dei diritti umani è nelle mani di tutti i cittadini in tutte le nostre comunità». Ha detto Eleanor Roosevelt.
A Como nella serata del 10 dicembre un ragazzo ha tentato il suicidio al Campo di via Regina Teodolinda; alle 2 di notte sono stati censiti per strada 74 migranti di cui 6 donne, 2 con figli e 4 minori che si aggiungono ai tanti italiani senza fissa dimora. Restiamo umani, restiamo umane». [Celeste Grossi, Paco-Sel)

