Mozione trasversale: al Campo governativo vengano rispettati diritto e diritti

campocri-cassonettiÈ stata depositata il 3 ottobre all’ufficio di presidenza del Consiglio comunale di Como la Mozione sul Campo di via Regina Teodolinda redatta da Celeste Grossi e Luigi Nessi  (Paco-Sel) e sottoscritta da esponenti sia della maggioranza che dell’opposizione: Andrea Luppi (capogruppo Pd), Marco Tettamanti (capogruppo Como civica), Roberta Marzorati (Per Como), Eva Cariboni (Amo la mia città).

La mozione considerato che «- l’Amministrazione comunale non può gestire autonomamente una questione che è di carattere nazionale ed internazionale; – modeste sono le competenze del Comune, essendo di fatto ogni decisione prerogativa del Governo nazionale tramite la Prefettura; – il ruolo di coordinamento svolto dal Sindaco e dall’assessore alle Politiche sociali muta con l’apertura del Campo gestito dalla Cri e dalla Caritas di via Regina Teodolinda». La mozione, per evitare che il consiglio comunale non venga esautorato dalle sue prerogative e dai suoi compiti, impegna il sindaco «allo scopo di dare ulteriore forza all’azione del Comune nella gestione delle attività che si svolgono sul territorio da esso governato, a chiedere al Prefetto di Como, che: – il Campo, parte del territorio della città, non sia una struttura chiusa al controllo democratico, pertanto i consiglieri comunali (con modalità opportune ad evitare ogni intralcio alle attività in corso) siano autorizzati dalla Prefettura a visitare il Campo per controllarne l’efficienza, il rispetto dei diritti umani e la corrispondenza agli interessi della città; – il regolamento del Campo sia reso pubblico, essendo irrinunciabile conoscere regole inerenti i diritti umani di persone per consentire il controllo democratico delle istituzioni della città; – i gestori del Campo ufficializzino quotidianamente il numero dei presenti (minori non accompagnati, minori, adulti suddivisi in femmine, maschi) con esplicito riferimento alle provenienze geografiche; – siano rese pubbliche le cifre stanziate e la destinazione di esse in base ai diversi servizi a differenti soggetti; – si faccia chiarezza sull’effettiva esistenza nel Campo di servizi qualificati e continui per assicurare la salute psico-fisica degli ospiti e per fornire agli ospiti consulenza adeguata e competente sui diritti e doveri di ciascuno; – siano note le strutture messe a disposizione di coloro che non potranno essere accolti nel Campo di via Regina Teodolinda». Data l’assoluta urgenza i propositori si augurano che la mozione sia messa in discussione in aula dal presidente del Consiglio comunale già nella prossima seduta.

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