
Arsi vivi dalla corrente ad alta tensione, questa la sorte riservata a un giovane maliano il 27 febbraio e sabato scorso a un camerunese che ancora lotta tra la vita e la morte. Ma l’orrore non è sufficiente per cambiare la politica elvetica né quella italiana lo ha dichiarato Paolo Bernasconi dell’associazione svizzera Posti liberi ieri a Como alla manifestazione che stimolata dal parroco di rebbio don Giusto della Valle ha riunito associazioni laiche e ecclesiali per ricordare il giovane maliano di cui ancora non si conosce neppure il nome ucciso sul tetto di un treno mentre tentava di varcare la frontiera.
Si è tratto di un momento importante per assicurare alla vittima un ricordo umano politico, laico, cristiano e musulmano e per riaffermare che nessuna persona è illegale ma anche per strutturare la sinergia per la solidarietà e per l’azione politica dalle due parti del muro di confine che separa Como da Chiasso a partire da una comune azione nei consigli comunali di Como e Balerna per assicurare alle vittime una dignitosa sepoltura. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
