Domenica 25 agosto, nell’ambito della 72esima edizione della Fiera del libro di Como, si è svolta la presentazione pubblica dell’opera I Plinii sul Duomo di Como, edita da NodoLibri.
L’iniziativa è stata animata da Fabio Cani, che, tra gli altri innumerevoli ruoli, impegni e interessi, è anche coautore, curatore ed editore del testo, e da Elena Riva, docente di Storia moderna e contemporanea presso l’Università Cattolica. Fin dalle prime battute gli intervenuti hanno voluto ricordare con affetto la figura di Alberto Longatti, navigato studioso comasco che, proprio prima di scomparire improvvisamente all’età di 92 anni, si era dedicato con passione a una ricerca intorno alla storia delle statue dei “due Plinii” (Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane) che adornano la facciata del Duomo di Como. Le riflessioni di Longatti, o, più precisamente, “le domande giuste” (per dirla con Fabio Cani, e non c’è dubbio che un complimento di tale peso non sia gratuito, ma meritato sul campo) che egli si era a suo tempo posto costituiscono il nucleo della ricostruzione sviluppata, non senza profonde revisioni, ed esposta nel libro. Com’è che due personaggi dell’antichità classica, di cui a lungo si è ignorata l’esatta provenienza e che sovente sono stati addirittura erroneamente confusi in un unico soggetto (uno e Plinio) sono finiti su un tempio cristiano? Per approfondire l’argomento vale la pena guardare la ripresa integrale dell’incontro e, soprattutto, vale la pena reperire e leggere il libro. A noi non resta che registrare degli apprezzamenti per come anche da un contesto relativamente accademico e formale, non certo militante, possano scaturire, sotto la guida delle mani giuste, importanti e attuali riflessioni che hanno (anche) un valore politico. Ad esempio, in riferimento all’identità, sia essa cittadina o ben più ampia, e a come essa possa essere percepita, narrata, propagandata, inventata. Si prova sempre un certo piacere a sentire parlare di storia e di metodo storico, specialmente in un luogo pubblico, in una piazza. O comunque la cosa deve avere per qualcuno una certa attrattiva: i posti a sedere predisposti per l’incontro erano pieni. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]

