Per la giornata del lavoratore, oggi 1 maggio 2026, i sindacati CGIL, UIL e CISL, con tutte le lavoratrici ed i lavoratori aderenti si sono ritrovati in piazza Perretta a Como per urlare ancora una volta a favore dei diritti sul lavoro
La mattinata viene aperta a ritmo di musica con la band «Pica & Music Squad», presentando anche i brani del nuovo album «Maybe matters». Tra una nota e l’altra la giornata dei lavoratori inizia come una vera festa, ma poi con i successivi interventi ci si ritrova nuovamente di fronte al muro di problematiche che ogni anno, ogni giorno irrompono sulle vite di operai, insegnanti, impiegati, edili ecc. L’introduzione dei vari interventi spetta a Sandro Estelli, segretario della CGIL di Como, il quale passa subito la parola a Maurizio Cappello segretario della CISL dei laghi, che richiama con voce l’importanza dei contratti collettivi nazionali. Il microfono passa successivamente a Stefano Muzio, della UILM, ricordando un fatto storico, ricorrente al 1 maggio del 1867 con l’entrata in vigore della legge riguardante l’obbligo delle massime 8 ore lavorative giornaliere, legge che «il signore tanto stimato a Dongo ha provato anche ad eliminare». Muzio sottolinea anche il fatto che l’Italia è uno dei pochi paesi in cui gli stipendi sono rimasti invariati negli ultimi 30 anni a fronte di un indecente aumento del costo della vita. Per quanto riguarda la sfera sanitaria, interviene Oscar Rizzo della CGIL, paragonando la sanità privata come alla fabbrica di cioccolato, dove medici e operatori sanitari sono gli umpa lumpa e si richia che i pazienti diventino la merce da curare, soprattutto in un momento della vita critico come ora, tra morti sul lavoro e malattie professionali dovute anche al cambiamento climatico. Inoltre, Rizzo sottolinea come la città di Como sia meta di «turismo sanitario», ossia quel fenomeno per cui, chi può permetterselo, scappa dal sud Italia per poter ottenere visite e cure private.
Parla successivamente Domenico Rocca dei sindacati per i pensionati e Roberta Sala della UILtec, la quale si riferisce principalemente a quei lavoratori non più alle prime armi, ma che in cerca di un nuovo lavoro si trovano davanti ostacoli perché soggetti troppo cari, troppo esperti o ancora troppo lontani dalla pensione e per questo sottolinea come il 1 maggio debba essere un impegno, non una celebrazione. La parola passa a Iole Turco, della CGIL, parlando di scuola e formazione, di quanto questa sia importante per formare dei ragazzi a diventare dei cittadini e di preparare i giovani a saper leggere i flussi del mercato del lavoro per non farsi trasportare indirettamente da esso. Andre Paternoster della FIM-CISL rivendica invece l’importanza degli scioperi ed urla ai più giovani, che stanno ad ora intraprendendo i primi anni di lavoro, di non sentirsi soli, perché i sindacati ci sono e non sono solamente un ricordo del passato.
Chiude gli interventi Dario Esposito della UIL, ricordando l’importanza della responsabilità di chi si occupa dei diritti dei lavoratori, domandandosi perché negli ultimi 12 mesi gli ispettorati del lavoro di Como non si siano riuniti neanche una volta, perché purtroppo tra morti bianche reiterate nel tempo che vengono catalogate come incidenti e la fame contrattualizzata per un contratto come nel caso dei raider, di progresso per i diritti ce n’è ancora molto da fare e con questo non si intende una evoluzione tecnologica di intelligenza artificiale, ma un progresso che porti ogni lavoratore a poter vivere e lavorare con dignità, ma soprattutto a non aver paura di perdere il lavoro o peggio non riuscire a tornare a casa.
La mattinata si conclude nuovamente a colpi di chitarra, basso e batteria, con la band «Pica & Music Squad» rallegrando nuovamente gli animi di tutte e tutti.
[Testo e foto di Fabio Cani e Matteo Gioia, ecoinformazioni]
Reportage di Mimmo Ferreri, ecoinformazioni
Reportage di Massimo Borri, ecoinformazioni

