Uil

Riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze

Condannare la violenza e dire due stati per due popoli non basta, bisogna riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze. In una lettera indirizzata ai principali leader politici italiani, i presidenti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Legambiente, promotori della conferenza stampa del 24 maggio (disponibile per la visione a questo link), chiedono una presa di posizione politica forte, una valutazione ragionata e volta alla concreta affermazione dei valori di pace in grado di avere un peso effettivo (e non solo di facciata) nella risoluzione del conflitto.

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Cgil, Cisl, Uil/ La sicurezza sul lavoro nel nostro territorio

Il 29 ottobre 2019, Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il prefetto Ignazio Coccia e i rappresentanti dell’Ats Insubria e della montagna, l’ispettorato del Lavoro e Inail. I sindacati sono fortemente preoccupati dal numero d’infortuni avvenuti nel Comasco.

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13 giugno/ Sciopero Cgil Cisl Uil del trasporto pubblico locale

I lavoratori del trasporto pubblico locale  e delle aziende Fnma (Autolinee), Fnm Holding e Fn Rete sciopereranno giovedì 13 giugno per quattro ore in tutta la Lombardia. A Como, lo stop per Asf autolinee e Spt holding è dalle 10 alle 14.

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Antimafia/ Agenzia beni confiscati deve essere operativa e agibile


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Beni confiscati: l’Agenzia è un punto fondamentale della Riforma del Codice Antimafia. E’ urgente renderla operativa e agibile sul territorio e riprendere un confronto con il governo. Di seguito il comunicato  stampa emanato congiuntamente da Acli, Arci, Avviso pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Legambiente,  Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Uil. (altro…)

Cgil Cisl e Uil condannano la trovata iconoclasta della Lega contro Mattarella

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Con una nota, Cgil, Cisl e Uil si dichiarano preoccupati dalla situazione politica e condannano la proposta dei leghisti comaschi Locatelli e Zoffili che vorrebbero rimuovere l’immagine del presidente della Repubblica dagli uffici del Comune di Como. Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Siamo molto preoccupati per il clima che si sta generando nel Paese dopo il fallimento della formazione del governo.

Restiamo fermamente convinti che l’Italia abbia bisogno di un Governo stabile che affronti in tempi brevi i problemi che vivono i lavoratori, pensionati e cittadini.

C’è bisogno di non alimentare tensioni o forzare situazioni che possono mettere in discussione gli equilibri istituzionali previsti dalla nostra Carta Costituzionale, pensati dai padri costituenti per bilanciare i poteri attribuiti ad ogni organo dello Stato.

Quale paese fondatore dell’Unione Europea non è immaginabile rinunciare alla stessa, anche se riteniamo si debba rivedere la politica economica di sola austerità che non ha contribuito a diminuire le disuguaglianze sociali presenti nei vari Paesi dell’UE.

Vogliamo stigmatizzare l’ultima uscita dei parlamentari comaschi Zoffili e Locatelli che chiedono la rimozione delle foto del Presidente Mattarella dagli uffici comunali, ulteriore elemento di disorientamento che può alimentare astio e rancore tra i Cittadini e determinare un clima pesante nel paese.

Il nostro territorio ha bisogno di azioni di politica che favoriscano la crescita e l’occupazione, stimolando gli investimenti in innovazione e infrastrutture per favorire la competitività delle nostre aziende.

Ci permettiamo di richiamare tutti al senso di responsabilità, necessario per superare questo difficile e particolare momento, per salvaguardare la tenuta democratica del Paese e il rispetto delle Istituzioni». [Cgil, Cisl, Uil, Como]

Un Primo Maggio per la sicurezza

Le celebrazioni del Primo Maggio, Festa del Lavoro fin dagli albori del movimento operaio, hanno avuto quest’anno un tono più drammatico del solito: al centro dei discorsi è stato infatti posto il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro, un lavoro che continua a mietere vittime con ritmi incalzanti.

Anche a Como, nella manifestazione convocata da Cgil Cisl e Uil intorno al palco allestito nei pressi della riva del lago, tra giardini e monumento ai Caduti, i primi interventi sono stati dedicati a questo argomento. I discorsi di Angelo Rusconi e Luca Fonsdituri hanno offerto, in modo chiaro e articolato, utili elementi di informazione e di approfondimento.

Angelo Rusconi

Luca Fonsdituri

Gli incidenti sul lavoro costituiscono anche nella zona comasca (appendice di quel “triangolo industriale” che tradizionalmente rappresenta la porzione più avanzata e moderna e ricca del mondo produttivo manifatturiero italiano) un fenomeno che è sempre stato connaturato alla produzione; anche quando i numeri assoluti degli incidenti sembravano diminuire, in realtà si trattava di una diminuzione apparente, dovuta solo al decrescere dell’occupazione in generale. Oggi che l’economia ha ricominciato “a girare” (sia pure a un ritmo inferiore alle aspettative di chi vorrebbe vedere spazzati via i “limiti dello sviluppo”), i numeri delle vittime del lavoro sono tornati a crescere. E non bisogna credere che questa situazione coinvolga solo i settori tradizionali (l’edilizia in primo luogo), poiché anche i settori più “avanzati” (quelli dei servizi, del commercio, della logistica) hanno numeri da capogiro. Il contesto generale su cui si staglia il dramma degli incidenti sul lavoro è degno di essere analizzato con attenzione: la debole “rinascita” economica spinge le imprese a chiedere un impegno sproporzionato a gruppi insufficienti di lavoratori (di fronte a una debole ripresa, nessuno si accolla il rischio di nuove assunzioni, assegnando carichi di lavoro sempre più pesanti a chi è già dentro il ciclo produttivo), l’allargamento dell’impiego di lavoratori precari ha ulteriormente diminuito l’impegno per la formazione (quale impresa si assume i costi di formazione sapendo che molta della forza lavoro entro breve non sarà più impiegata nelle stesse mansioni?), la ristrutturazione del sistema pensionistico ha notevolmente aumentato l’età media di chi lavoro (aumentando la fragilità strutturale), l’aumento degli incidenti in settori specifici come servizi, commercio e pubblico impiego comporta sempre più dirette conseguenze anche sul pubblico generico e non solo su “chi lavora”. Sono tutte ragioni che dovrebbero condurre a un’attenta considerazione del fenomeno generale, non solo sulle sue drammatiche conseguenze in termini di dolore e di morte. ma anche in termini di costi sociali, di impoverimento generale della società. E invece chi avrebbe il dovere di impegnarsi a fondo continua a “minimizzare”. Persino le Aziende di Tutela della Salute sembrano non aver compreso l’importanza della prevenzione e della formazione, tanto che quest’anno la Giornata per la Sicurezza sul Lavoro (giunta a Como alla diciottesima edizione) rischiava di non farsi. Si farà, invece, il prossimo 28 maggio, grazie soprattutto all’impegno dei sindacati, e sarà dedicata proprio alle scuole, a conferma delle nuove esigenze di attenzione in luoghi “non tradizionali” in cui avvengono gli incidenti.

Adria Bartolich, segretaria della Cisl dei laghi, nell’intervento finale a nome di Cgil Cisl Uil

La Festa del Lavoro è poi proseguita, con toni più leggeri e – appunto – festaioli, ma non senza spunti di riflessione, con il concerto dei Sulutumana, molto apprezzato dalle centinaia di persone presenti.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti del concerto dei Sulutumana

Un’irriducibile volontà di pace

Anpi, Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso a livello nazionale, dopo i tragici fatti di Parigi, un appello a intervenire nella drammatica situazione mondiale avendo di mira innanzi tutto l’affermazione della pace e dei diritti fondamentali delle persone.

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Nell’appello, datato 1 dicembre 2015, si legge tra l’altro: «Siamo sull’orlo di un baratro da cui, in altri tempi, sono scaturiti orrore, morte e guerre. Assistiamo ad un’accelerazione di incontri, accordi, azioni, dallo sfondo preminentemente militare, che evidenziano un pericolosissimo accantonamento del primo e fondamentale obiettivo di chi deve decidere sulle sorti del mondo: la politica della pace, l’esigenza di affrontare le questioni alla radice, di aver chiaro il quadro delle parti in campo, di avviare rapporti e risoluzioni, anche dure, in campo diplomatico, e soprattutto la necessità di considerare come strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie e dei problemi internazionali, l’intesa leale e sincera fra tutti i Paesi che intendono seriamente combattere e sconfiggere, in ogni sua forma, la violenza. Ma per fare questo occorre trasparenza e una irriducibile volontà di pace, sottratta ad ogni interesse personalistico e nazionalista».

«È ora di assumersi – scrivono le organizzazioni firmatarie dell’appello –, prima che si sparga altro sangue innocente, l’impegno di un grande lavoro di riflessione responsabile e culturalmente approfondita, e di un contrasto all’espandersi di fenomeni di estrema gravità che risponda ad unità e concordanza piena sugli elementi fondanti della civiltà».

L’appello si conclude con un richiamo pressante: «A chi semina orrore e barbarie bisogna rispondere con la forza della ragione e dei valori fondamentali».

Seguono le firme di Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI, Susanna Camusso, segretaria generale CGIL, Annamaria Furlan, segretaria generale CISL, Carmelo Barbagallo, segretario generale UIL.

Leggi qui l’intero testo dell’appello.

 

Stato di agitazione a Mariano

Mariano comenseI dipendenti del Comune di Mariano Comense hanno chiesto un incontro con il sindaco per presentare le istanze  «I dipendenti della città brianzola – scrivono unitariamente i sindacati del pubblico impiego – riunitisi in assemblea venerdì scorso, hanno deciso, all’unanimità, di intraprendere un percorso di mobilitazione.Le motivazioni della protesta sono molteplici ed articolate. Il comune di Mariano Comense ha il rapporto tra dipendenti e popolazione più basso di tutta la provincia di Como. Ciò comporta una difficoltà nell’erogazione dei servizi.
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