«Il Pianeta non è infinito, così le sue risorse. Qui si gioca il futuro dell’Umanità» . E’ questo l’allarme che Luca Mercalli, tra gli ospiti insieme a Bruno Magatti e Paolo Viganò, lancia dal convegno organizzato dalla Coop soci lombarda nella sala del Teatro Nuovo di Rebbio.
Introdotti e moderati da Alfredo De Bellis, esponente del comitato organizzatore, le varie personalità hanno fornito una panoramica della situazione realistica ed amara, non priva però di qualche motivo di speranza. Un percorso che è partito dalla realtà comasca, vicina ad un importante cambiamento nel suo approccio al problema. «L’anno prossimo – ha ricordato infatti l’assessore comunale all’Ambiente Bruno Magatti – partirà il nuovo piano di raccolta rifiuti, con l’obiettivo di raggiungere standard di differenziata e riciclo molto più elevati degli attuali». Un disegno che è stato concepito nel 2008, quando l’attuale maggioranza a Palazzo Cernezzi era ancora all’opposizione, arrivando così a compimento nei tempi attuali: «E’ da cinque anni che pensiamo, come centrosinistra, a nuove modalità di gestione del servizio – ha concluso l’assessore – tutto ciò comporterà inoltre un elevato risparmio nello smaltire i rifiuti prodotti».
L’innovazione in questione è stata tra l’altro frutto della collaborazione con Rete Clima, ente non profit da sempre interessato a porre le dinamiche territoriali al centro della sua proposta di sostenibilità ambientale. «E’ dal nostro quotidiano – ha spiegato il presidente dell’associazione Paolo Viganò – che si deve iniziare il cambiamento. Il Pianeta è allo stremo, non possiamo più sottovalutare i segnali che la natura ci manda». Un concetto, quello della finitezza delle risorse a disposizione a fronte di uno sviluppo sempre più selvaggio, sostenuto anche da Luca Mercalli, per molti versi il vero mattatore della serata.
Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, ha fornito ulteriori precisazioni alle tematiche già affrontate dagli altri relatori, insistendo sui concetti di resilienza e di nuove forme di crescita: «scegliere pratiche, anche a casa propria, che rispettano l’ambiente fornisce grande forza morale – ha fatto notare Mercalli- non possiamo dimenticare che l’emergenza in corso ha radici etiche». Etica in quanto le generazioni attuali e future pagheranno scelte irresponsabili prese in passato, frutto di ignoranza e trascuratezza. «In tutto il territorio nazionale vi sono almeno 57 bombe ambientali pronte ad esplodere, dall’Ilva alla fabbrica Eternit in Piemonte- ha continuato lo studioso- ed allargando il discorso all’intero globo non si possono sottovalutare i disastri in corso nei paesi di nuova industrializzazione, come Cina o India». Allo stato attuale inseguire un modello di crescita continua sarebbe così molto deleterio: «E’ dal 1972 che la comunità scientifica avverte che siamo arrivati sull’orlo del collasso. Ora la situazione è ancora più critica»- ha concluso ancora Mercalli.
In un panorama tanto cupo non mancano però alcuni segnali positivi: «vi è una maggiore sensibilità – hanno riportato Magatti e Viganò – la gente ha capito quanto sia alta la posta in palio». In un contesto del genere diventa fondamentale l’informazione, spesso non seguendo i media ufficiali, fin troppo pronti a sottovalutare la problematica. Il metodo consiste nello spingere a dubitare nel reale fondamento del pericolo in corso, magari ricorrendo a vere e proprie cialtronerie scientifiche. «il problema- ha ricordato nei saluti Mercalli insieme agli altri ospiti- è che dire una panzana è molto semplice, dimostrare il suo contrario è scientificamente più lungo e complesso». [Luca Frosini, ecoinformazioni]
